matrixLa notizia è forte: in caso di emergenza nazionale il presidente degli Stati Uniti Obama potrebbe avere il potere di controllare internet, sconnettendo i computer privati dalla rete. E’ quanto prevede un progetto di legge, non ancora discusso, al Senato degli Usa che, però, al solito, sta già allarmando le aziende che operano nel web e gruppi che si ergono a difesa dei diritti civili.

Nelle 55 pagine del testo redatto dal senatore americano Jay Rockefeller, democratico della West Virginia, anticipato on line sul sito Cnet, si legge che l’inquilino della Casa Bianca, dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza nazionale sul fronte della cybersicurezza, è autorizzato a prendere il controllo temporaneo dei computer non governativi.

La legge prevede anche l’introduzione di una certificazione di professionisti sulla cybersicurezza. La proposta punta a risolvere un problema che da tempo preoccupa gli Stati Uniti, ovvero quale debba essere la strategia del governo di fronte a un attacco informatico.

Già nel maggio scorso, lo stesso Obama aveva riconosciuto che gli Stati Uniti non sono preparati come dovrebbero ad affrontare minacce che possono venire dalla rete, cosi pericolose per la sicurezza nazionale.

Non so se quanto previsto in America sia corretto o no, occorrerebbe approfondire il tutto (cosa che non si fa più su nulla limitandosi a spot, titoli e dichiarazioni veloci a effetto su ogni cosa, evitando analisi e studi per ricercare soluzioni il più condivise possibili e opportune). Certo è che quanto stanno proponendo negli States conferma che su internet occorrono regole.

Non è possibile che uno strumento così importante, democratico, libero, culturale possa divenire teatro di tante negatività, possa minare la sicurezza di Paesi e persone, possa delegittimare chi ha il diritto di non essere delegittimato o, peggio ancora, annientarlo. On line troviamo pedo-pornografia, violenza, riti satanici, istigazioni all’omicidio e al suicidio, proposte di sostante stupefacenti e dopanti, vendita di medicine considerate miracolanti e che invece, al meglio, sono caratterizzate da acqua e zucchero.

Occorre dire stop a tutto questo senza per questo gridare a una censura che non esiste. Oggi l’estrema libertà della rete porta alla totale anarchia e all’impunità di chi mette on line quanto citato e ancora calunnie, diffamazioni e denigrazioni di vario tipo.

Per internet occorrono regole. Chi se ne occupa?



Daniele Damele
www.danieledamele.it

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