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L’ultima invenzione “culturale” del sindaco della città di Salemi Vittorio Sgarbi ha avuto come elemento propulsore e predominante il cinema religioso.
 

SalemiL’evento, tenutosi nella cittadina siciliana sita nella provincia di Trapani dal 29 settembre fino allo scorso 6 ottobre, ha registrato una considerevole affluenza di pubblico e innumerevoli riscontri positivi sia da parte degli spettatori che dagli addetti ai lavori.
Religione e cinema sono stati quindi i protagonisti indiscussi della prima edizione del Festival Internazionale del Cinema Religioso dal titolo “Visioni”, ideato sotto la direzione artistica di Nicolas Ballario coadiuvato nel suo compito dallo staff dei ragazzi e dell’assessorato alla Creatività del comune guidato da Olivieri Toscani.
Il Festival, organizzato in collaborazione con il più importante mensile italiano di cinematografia Ciak, è stato inaugurato presso la sede del Nuovo Cinema Teatro di via Rocco Chinnici, aperto al pubblico proprio in occasione del festival cinematografico.
Durante le giornate del Festival Internazionale del Cinema Religioso si sono succeduti a Salemi, oltre che gli addetti ai lavori, anche illustri personalità del mondo culturale internazionale e numerosi giornalisti sia della carta stampata che della televisione.
La rassegna cinematografica è stata inaugurata dal cinefilo americano di origini coreane Yongman Kim, già noto ai salemitani per aver donato alcuni mesi fa ben 55mila film nella sua lingua originale. Nel corso della prima serata è intervenuto anche lo scrittore e il musicista di origine ebree Moni Ovadia che, interpretando dal vivo la lettera che l’intellettuale ebrea Edith Stein mandò a Pio XI sulla Shoa, ha commosso gli animi di tutti i presenti.
Nel corso delle serate successive si sono succeduti i tanti ospiti invitati a prendere parte alla prima edizione della kermesse. Padre Virgilio Fantuzzi, critico cinematografico e amico di Pier Paolo Pasolini, di cui è stato proiettato “Il Vangelo secondo Matteo”; Gregorio Napoli, anch’egli critico cinematografico più volte al fianco del sindaco Vittorio Sgarbi; Fabrizio Corona, il paparazzo più chiacchierato d’Italia, invitato in seguito al declinato invito di Lele Mora.
Numerose le anteprime presentate: “Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago” presentato dal regista Gjon Kolndrekaj, e “L'importanza di essere scomodo: Gualtiero Jacopetti di Andrea Bettinetti, documentario sulla vita del grande regista.
 
Nicolas Ballario,direttore artistico del festival, spiega così l’edizione realizzata sotto la sua stretta sorveglianza Un festival sui generisal quale varrebbe la pena di partecipare già solo per gli allestimenti, curati dall’artista siciliano Cesare Inzerillo, che lasceranno tutti a bocca aperta.”. Infatti nella sala del Cinema Teatro ha realizzato le mummie di Carmelo Bene e di Pier Paolo Pasolini che danno dato proprio l’idea di partecipare in prima persona all’evento.
Un posto di rilievo è stato attribuito agli studenti, e non poteva essere diversamente considerando l’interesse che l’arte cinematografica suscita nei più giovani, talvolta intraprendendo anche dei corsi di studio per specializzarsi proprio in questo campo.
Grazie alla partnership tra la cittadina di Salemi e il mensile specializzato “Ciak”, decine di universitari hanno avuto l’arduo compito di recensire i film. L’autore del testo migliore è stato selezionato accedendo così alla collaborazione annuale con il mensile “Ciak”. Inoltre la città di Salemi ha ospitato gratuitamente trenta studenti per tutta durata del festival.
Vittorio Sgarbi sintetizza così  l’essenza della prima e sperimentale edizione della kermesse cinematografica “Perché un festival del cinema religioso a Salemi? Perché qui tutt’ora esistono tre quartieri, l’islamico, l’ebraico e il cristiano, che in passato sono stati simbolo di convivenza pacifica. E poi perché qui da pochi mesi esiste uno dei più importanti archivi filmici del Mondo, quello del cinefilo americano di origini coreane Yongman Kim,  la cui collezione è stata acquisita dal Comune. L’archivio di Yongman Kim, costituito anche da opere per certi versi misteriose e poco conosciute, grazie ad una intesa attività con la Biennale di Venezia, sarà studiato da un’apposita commissione.”
 
Ma il futuro ha in serbo ulteriori sorprese, oltre che per i cittadini di Salemi, anche per tutti i siciliani e, in generale, per tutti gli amanti della cultura. Già i preparativi sembrano essersi avviati nel migliore dei modi per poter organizzare e quindi offrire alla città il festival della cultura ebraica che dovrebbe rivelarsi in tutta la sua importanza già nei prossimi mesi.
 
Emanuela Abate
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