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Internet e libertà di stampa : Newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, non possono essere “oscurate” unitamente al sito-web che le “ospita”.

Le informazioni ed i testi offensivi , relativi all’onore ed alla reputazione di organi rappresentativi di un’associazione, propalati via internet da un “forum”, presente all’interno di un sito-web di satira politica, non possono essere “sanzionate” tramite il provvedimento cautelare penale dell’oscuramento del sito internet e delle pagine-web che “ospitano” il medesimo.

Lo ha deciso il Tribunale di Foggia che, con una sua recentissima pronuncia, non ha inteso accogliere l’istanza di “oscuramento” di un sito Internet, noto ai navigatori del web per i suoi salaci commenti di satira politica, avanzata dal PM sulla scorta della possibile commissione del reato di diffamazione a mezzo stampa, realizzatosi attraverso la pubblicazioni di pareri ingiuriosi,espressi da alcuni utenti del sito, in relazione ad alcuni personaggi di una data associazione culturale locale.

Il problema giuridico, estremamente attuale, che il Tribunale dauno si è trovato ad affrontare, nel caso di specie, è stato quello di valutare se la diffusione via internet di informazioni offensive possa equipararsi - ai fini della ammissibilità del sequestro, ed anche della sussistenza della aggravante ex art. 595 comma 3 del codice penale - alla pubblicazione a mezzo stampa. Infatti, come sostenuto anche dalla Suprema Corte, sulla scorta del dettato costituzionale, la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, mentre si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.(in tal senso vedasi Cassazione Penale, Sezione V, sentenza n. 27996 del 2004) .

Il Tribunale di Foggia ha risolto la questione, oggetto di vivaci dispute dottrinarie, sottoposta alla sua attenzione, richiamando nella sua pronuncia la sentenza del Supremo Collegio, Sezione III, in data 11 dicembre 2008, ed evidenziando che "Le garanzie costituzionali in tema di sequestro della stampa non si applicano agli interventi effettuati su un "forum" di discussione nell'ambito di un sito internet, in quanto non rientrano nella nozione di "stampato" o "di prodotto editoriale" cui è estesa, ai sensi dell'art. 1 L n. 62 del 2001, la disciplina della legge sulla stampa".

Il Tribunale dauno ha, altresì, precisato che , nella motivazione della sentenza indicata, la Corte di Cassazione ha affermato, in via ulteriore, come l'inclusione nella nozione di "stampa" dei nuovi mezzi di espressione del libero pensiero - quali "newsletter", "blog", "newsgroup", "mailing list", "chat", messaggi istantanei, etc. - non possa avvenire prescindendo dalle caratteristiche specifiche di ciascuno di essi, con ciò rimettendo all'apprezzamento del magistrato, chiamato a giudicare, la valutazione circa la specifica qualificazione di "prodotto editoriale" di ciascuno di essi.

Ed invero, nella propria pronuncia , dopo aver opportunamente discriminato tra "diritto di libera manifestazione del pensiero" e "libertà di stampa", il Tribunale di Foggia ha precisato come "gli interventi dei partecipanti al forum presente in un sito-web non possono essere fatti rientrare nell'ambito della nozione di stampa, neppure nel significato più esteso ricavabile dalla L. 7 marzo 2001, n. 62, art. 1, che ha esteso l'applicabilità delle disposizioni di cui alla L. 8 febbraio 1948, n. 47, art. 2 (legge sulla stampa) al "prodotto editoriale", stabilendo che per tale, ai fini della legge stessa, deve intendersi anche il "prodotto realizzato su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico. Il semplice fatto che i messaggi e gli interventi siano visionabili da chiunque, o almeno da coloro che si siano registrati nel forum, non fa sì che il forum stesso, che è assimilabile ad un gruppo di discussione, possa essere qualificato come un prodotto editoriale, o come un giornale online, o come una testata giornalistica informatica. Si tratta quindi di una semplice area di discussione, dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole ed agli obblighi cui è soggetta la stampa (quale quello di indicazione di un direttore responsabile o di registrazione) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che l'art. 21 Cost., comma 3, riserva soltanto alla stampa, sia pure latamente intesa, ma non genericamente a qualsiasi mezzo e strumento con cui è possibile manifestare il proprio pensiero.

Anche la interpretazione evolutiva della norma costituzionale - ha , infine, osservato il Tribunale dauno- al fine di adeguarla alle nuove tecnologie sopravvenute ed ai nuovi mezzi di espressione del libero pensiero non può comportare che i nuovi mezzi di comunicazione del proprio pensiero (newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, messaggi istantanei, e così via) possano, tutti in blocco, solo perché tali, essere inclusi nel concetto di stampa ai sensi dell'art. 21 Cost., comma 3, prescindendo dalle caratteristiche specifiche di ciascuno di essi.

Sicché, se i "messaggi”, lasciati su un forum di discussione (che, a seconda dei casi, può essere aperto a tutti indistintamente, o a chiunque si registri con qualsiasi pseudonimo, o a chi si registri previa identificazione) sono equiparabili ai messaggi che potevano e possono essere lasciati in una bacheca (sita in un luogo pubblico, o aperto al pubblico, o privato) e, così come quest' ultimi, anche i primi sono mezzi di comunicazione del proprio pensiero o anche mezzi di comunicazione di informazioni, ma non entrano (solo in quanto tali) nel concetto di stampa, sia pure in senso ampio, e quindi ad essi non si applicano le limitazioni in tema di sequestro previste dalla legge.

Differente sarebbe stato il discorso qualora, invece, il sito in questione fosse stato realizzato mediante la tecnica denominata “mirror” (pagina web speculare di un’ altra esistente), e quindi non strutturato come un “ social forum”, “blog” o “newsgroup”, aperto ad un gruppo di interlocutori coinvolti in discussione, bensì contenente - sotto la voce "contributi" della home page - un elaborato critico, sicuramente suscettibile di censure ed anche potenzialmente oggetto di tutela, in via di urgenza, davanti al Giudice Civile, ma non circoscrivibile ad un messaggio privo di portata editoriale. In quel caso, infatti, il sito non potrebbe più qualificarsi come un “contesto dialogico”, aperto ai contributi degli utenti, ma rappresenterebbe il mezzo di divulgazione di un elaborato critico, destinato ad un numero indeterminato di lettori. (vedasi in tal senso Tribunale Cassino, sezione II, 26 giugno 2009)

Foggia, 28 ottobre 2009

Avv. Eugenio Gargiulo
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