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Il nuovo Governo Lombardo, definito dal Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio “un incidente di percorso”, ha visto la luce ieri, con il rinvio alla serata di oggi dell’assegnazione delle deleghe e delle scelte dei nuovi dirigenti degli assessorati.

palazzo_d-orleansCosì, con un nuovo vertice tenutosi a Palazzo d’Orleans con il Segretario del Pd regionale Giuseppe Lupo e col Capogruppo dei democratici all’Ars, Antonello Cracolici, e con la messa a punto dell’accordo con Miccichè, Misuraca e i finiani, nasce tra mille polemiche, ed è la terza volta in un anno e mezzo dall’insediamento, il Lombardo ter.

La terza giunta, infatti, è retta da una maggioranza diversa rispetto a quella delle ultime elezioni regionali: la prima, che ovviamente rispecchiava la volontà degli elettori, era sostenuta dal PdL, dall’MpA e dall’Udc; la seconda, invece, vedeva l’uscita di scena dell’Udc, e la terza, e qua viene il bello, porta con sé metà del PdL aprendo anche al Partito democratico.

Qualche giorno fa era arrivato il monito al Governatore Lombardo, direttamente dai vertici nazionali del PdL, che non avrebbero tollerato alcun “inciucio” con il Pd da parte dell’MpA. Ma l’inciucio pare esserci stato; anzi qualcuno parla più che di ribaltone di una “vera e propria confusione”.

La nuova legge elettorale, per la quale Presidente e maggioranza sono scelti direttamente dagli elettori, sembra cedere il passo ai soliti giochi di palazzo, con il beneplacito, almeno fino a questo momento, di tutti.

Così questo nuovo Governo, che dichiara da subito di voler intraprendere un nuovo e più vivo percorso per assicurare le necessarie riforme, vede il sostegno dell’MpA, di una parte del PdL (quello riconducibile agli on. Miccichè, Misuraca e ai finiani) e di 28 deputati in aula che fanno parte del Pd.

Anche il Premier Silvio Berlusconi la scorsa domenica ha chiamato al telefono l’on. Miccichè per avere maggiori ragguagli considerato che questo nuovo Governo non vede l’ala del PdL ufficiale che fa capo a Schifani ed Alfano.

Intanto Raffaele Lombardo fa “appello a tutta l’Assemblea regionale siciliana perché sostenga questo processo riformatore” senza fare alcun accenno al PdL ufficiale che viene così escluso dall’Esecutivo. Per il Governatore inizia così “un nuovo viaggio”; ma è normale chiedersi dove porterà e quanto durerà stavolta; il PdL continua ad essere diviso, quello ufficiale estromesso e la maggioranza è sorretta adesso anche dai voti del Pd andando contro la volontà degli elettori siciliani. In tutto questo i proclami di risposte e di riforme da varare a breve. In queste condizioni. E con questo tipo di Esecutivo.

Con il Pd ufficialmente nell’Esecutivo da più parti si chiede al Presidente Berlusconi un incontro urgente perché finalmente si esca dall’equivoco visto e considerato che, per dirla come il Presidente Cascio al brindisi di fine anno all’Ars con i giornalisti, “i cittadini non capiscono come sia possibile che una maggioranza così ampia che ha eletto appena venti mesi fa il Governo non sia riuscita a mantenere una certa stabilità”.

Giuseppe Massimo Abate

 

 

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