Era quasi partito bene, come sempre quando fa in tempo a farsi scrivere il discorso (vedi l'intervista rilasciata al quotidiano israeliano Haaretz, che confermava l'orientamento palesemente filo-israeliano di questo governo; comunque salvabile, malgrado alcuni passaggi discutibili).



Ma quando è costretto ad andare a braccio, il cavaliere è come al solito impresentabile (a differenza di uno statista degno di questo nome). Così nella conferenza stampa che ha concluso la visita in Istraele:

"Devo deluderla perché non me ne sono accorto, stavo mettendo in ordine le mie idee su cosa avrei detto al presidente e me ne scuso", ha detto Berlusconi rispondendo a un cronista che gli domandava che impressione gli avesse fatto il muro che attorno a Betlemme divide gli israeliani dai palestinesi e che il presidente ha attraversato per raggiungere la cittadina, dove si è incontrato per circa quaranta minuti con Abu Mazen. (Reuters Italia).

Non ha visto il muro. Ma è davvero difficile non vederlo! O almeno far finta di averlo visto!!

Ancora: La mattina, nel corso dell'intervento alla Knesset Berlusconi aveva definito "giusta" - un aggettivo aggiunto a braccio rispetto al discorso scritto - la reazione di Israele al lancio dei missili da parte di Hamas che un anno fa era poi sfociata nell'operazione Piombo fuso, durante la quale persero la vita circa 1.400 palestinesi. (Reuters Italia).

Insomma, quando deve o decide di improvvisare i nodi vengono al pettine, e le contraddizioni anche. Viene almeno il sospetto che sia così perché il tenore dell'intervista su Haaretz è ben diverso. Ovvio che nella politica avvalersi di uno o più speechwriter è la norma, il problema è che, anche quando il discorso non c'è, un primo ministro appena degno dovrebbe essere in grado di non rimediare regolarmente figure così meschine.

Pier Paolo Caserta

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