Anche i risultati finali che verranno resi noti in mattinata, in quasi tutte le sezioni elettorali le operazioni di spoglio si sono concluse nella tarda serata di ieri o in nottata, confermano sostanzialmente quanto ieri sera attorno alle venti avevano sentenziato gli exit- poll: i socialisti, dopo la debacle delle ultime presidenziali, tornano dopo più di un decennio, in occasione del primo turno delle regionali, ad essere la maggiore forza politica francese mentre arretrano considerevolmente i gollisti, scompaiono praticamente i centristi di Bayrou ed avanzano notevolmente i radicali di sinistra, cioè gli ecologisti di Daniel Cohn Bendit, e di destra, il Fronte Nazionale di Le Pen.

 

 

Il primo dato però che balza agli occhi, e che innegabilmente ha condizionato il risultato del voto, consiste però nell’astensionismo di più della metà dei francesi aventi diritto di voto. Ben il 53% di essi non si è recato ai seggi, mai successo in Francia, anche se per tradizione in occasione di elezioni amministrative ad andare alle urne sono in buona parte i sostenitori dei vari partiti mentre gran parte del “ pays real” si tiene le mani libere sino al ballottaggio, che in occasione delle regionali 2010 si terrà tra quindici giorni. La crisi economica, che in Francia ha prodotto una marea di disoccupati ed ha visto vacillare i principi di accoglienza ed assimilazione degli immigrati da sempre iscritti nel Dna della Repubblica d’oltralpe, ha dunque punito in maniera profonda il decisionismo del Partito gollista ricostruito tre anni fa ad immagine e somiglianza dell’attuale Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, tanto che già stamattina il suo acerrimo nemico all’interno del partito Dominique De Villepin ha chiesto un brusco cambio di rotta ed un ritorno alle origini del movimento popolare di centro- destra. A gioire sono invece i socialisti di Martine Aubry, attuale sindaco di Lille, che, conseguendo il 29% dei voti, guardano gli eterni avversari gollisti dall’alto verso il basso. Dopo le presidenziali 2007 chi lo avrebbe mai detto? La Aubry, eletta segretario dell’ormai maggiore partito di sinistra dei grandi paesi europei dopo una lotta fratricida con Segolene Royal e l’attuale Presidente del Fmi Dominique Strass- Kahn, è dunque riuscita nel miracolo, confermandosi una vera leader e smentendo le malignità,  artatamente diffuse proprio dai compagni di partito, che la dipingevano come una specie di “ re- travicello”. La paura di impoverirsi a scapito dei paesi emergenti dell’ex “ Terzo mondo” poi ha spinto l’undici per cento dei francesi votanti a rifugiarsi nuovamente  tra le braccia dell’ex paracadutista e fondatore del Fronte Nazionale Jean- Marie Le Pen, vera e propria spina nel fianco dei gollisti. Il voto giovane che non si è rivolto all’estrema destra si è invece indirizzato verso gli ecologisti che, spariti nella vicina Italia, in Francia sia in occasione delle europee dell’anno scorso che di queste regionali hanno posto una seria ipoteca su di ogni alternativa di sinistra. Ora le prossime due settimane saranno dedicate alla ricerca di nuove alleanze finalizzate a vincere in occasione dei ballottaggi: considerato che i centristi di Bayrou hanno lasciato libertà di voto a quel 4,5% che nonostante tutto li ha votati, resta da vedere se i gollisti di Sarkozy e De Villepin intenderanno sotterrare l’ascia di guerra, accordarsi con l’estrema destra di Le Pen e richiamare alle urne almeno un buon 20% di astensionisti al fine di evitare una probabilissima “ debacle”.

 

 

 

 

Sergio Bagnoli 

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