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Perché non crediamo nella democrazia diretta , mentre crediamo in un sistema di controllo dei cittadini attraverso una legge ad hoc sulla trasparenza!


Da diverso tempo imperversano sulla rete movimenti, persone, associazioni che inneggiano ad un sistema basato sulla democrazia diretta, dove tutti i cittadini possono partecipare e votare.

Ma i problemi reali di tale partecipazione di massa sono legati a problemi culturali e sociali. Infatti come è stato rilevato , nel nostro paese abbiamo solo un 10% di laureati, circa un 20 % di analfabeti, un 30% di persone con un diploma di scuola media inferiore. Ebbene scorporando tali dati ed analizzandoli si evince che solo un 40% della popolazione è in grado di leggere un articolo ed interpretarlo .
Questo principio è alla base del sufragio universale, dove stranamente i cittadini solo nel momento del voto, pur con sostanziali differenze culturali , sono messi tutti allo stesso livello. In questo modo la politica riesce a gestire le masse e cavalcarle a suo piacimento. Per questo crediamo che la democrazia diretta in qualche modo abbia nel suo dna, gli stessi mali di una democrazia delegata senza controllo , come la nostra.
Ma allora qual è la soluzione!!
Ebbene sostituire ad una democrazia di eletti , un sistema di controllo e verifica, introducendo una legge che assicuri al cittadino di poter partecipare , non tanto nel momento della decisione, ma nel momento successivo , dal quale scaturiscono modelli di gestione della cosa pubblica ad personam!

Sappiamo perfettamente che la battaglia sulla trasparenza amministrativa sarà la vera conquista, la vera sfida ,per contrapporsi ad uno stato volutamente e fortemente burocratizzato ,che tra queste sue inique maglie si contrappone ai cittadini, richiedendo doveri ,senza riconoscere uguali diritti.

Come possiamo solamente pensare di affidare la gestione della cosa pubblica, senza controllo e verifica a pochi eletti, soprattutto consapevoli del fatto che l’occasione fa l’uomo ladro? Chi affiderebbe la propria casa, la propria auto e la propria fabbrica ad estranei senza mantenere un controllo continuo e costante, senza avere la possibilità di verificare le entrate e le uscite!
Ad esempio, avete mai provato a comprendere un bilancio di un comune?
Missione impossibile! Tutto viene inghiottito da bilanci di previsione che non permettono al cittadino di conoscere l’andamento della cosa pubblica. Mettiamo in luce ed analizziamo il recente scandalo dei derivati, rilanciato con estrema prudenza sui media con articoli di secondo ordine ma che mette in evidenza l’enorme conflitto tra banche, imprese e Stato.
Quanti sono i comuni italiani che hanno contratto debiti con le banche estere per operazioni di finanza strutturata ed a quanto ammontano le perdite dello Stato!

Ebbene nessuno sa niente, tant’è che vi è stato recentemente un incontro riservato tra il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ed il Presidente dell’Anci, associazione che raggruppa i comuni italiani, proprio per far luce su questo nuovo scandalo. Ma nessuno ha dato più di tanto risalto alla notizia.
Le Banche che hanno partecipato al banchetto, si sono rivolte nella maggioranza di casi a consulenti nominati ad hoc dai comuni. La contrattazione di questi titoli, questo è quanto ha rilevato la Corte dei Conti, è stata per i Comuni un pessimo affare, che ha prodotto solo un ulteriore indebitamento.

Dunque, come sempre, anche in questo caso, la mancanza di trasparenza si ripercuoterà solo sui cittadini chiamati a recuperare gli ammanchi prodotti da amministratori corrotti, con ulteriori tasse e balzelli.

dr.Roberto De Santis
presidente ecologisti
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