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...E meno male che Hitler è morto...
Muammar El Gheddafi e Suilvio Berlusconi Quello che si è visto nelle due giornate littorie romane per la "visita" del dittatore libico, è talmente grave da non ammettere alcun tipo di giustificazione. Ci mancavano solo i cinegiornali celebrativi con lo speaker dalla voce ardita, patria e imperiale per completare l'insulto alla Repubblica. Ci penseranno di sicuro Scodinzolini dal video e Signorini con un dossier stampato su "la bellezza degli uomini forti": loro di ciliegine sulla merda se intendono.
Chi non ricorda gli post satirici dell'Ottavo Nano sull'allora Casa delle Libertà, dove apparenti e compunti borghesi si producevano in schifezze plurime con slogan finale: "Facciamo un po' cazzo che ci pare"? Sempre più spesso la satira si deve sostituire al giornalismo libero che da noi non c'è quasi più. E così la Casa delle Libertà cambia nome negli anni. Non perde il pelo perché le estetiche di Regime non lo permettono e asfaltano le pelate, e i vizi aumentano senza alcun pudore. Appunto, "ciarpame senza pudore" lo ha definito Veronica Lario quando ha rivelato che il suo ex consorte è malato e pure avendo chiesto le stessa aiuto agli amici più vicini al premier, nessuno se ne preoccupò allora.Nessuno se ne preoccupa oggi. "Uomini" con il culto della personalità, accomunati da una visione squallida del mondo femminile, si cercano e si accompagnano, diventano amici per la pelle, si fanno regali l'un l'altro: lettoni, giacconi, complicità oblique che sanno solo loro. Berlussonini, Putin, Gheddafi, Lukashenko…Il dittatore Libico per la quarta volta è "sceso" in Italia. Lo ha fatto con le sue devote amazzoni, trenta cavalli berberi, l'immancabile tenda beduina e tutta una serie di buffonate da circo di quart'ordine. Il tizio che impersona il ministro degli esteri italiano, Frattini, sempre più simile ad un maggiordomo automatizzato, ha accolto il Colonnello con devozione e sorrisi che parevano il forno del Mulino Bianco. Poco importa a lui di quanto sangue grondi dalle vesti eccessive dell'esibizionista Muammar. Come tutti gli altri assegnatari di dicasteri dell'esecutivo Berlussoniniano, anche lui esegue ordini.Poi che ci si poteva aspettare da un figuro che insulta Amnesty International che "osa" citare l'Italia come "Paese che viola i Diritti Civili dei migranti e calpesta le richieste di asilo politico"?Muammar Gheddafi non è uno stupido. Sa perfettamente cosa vuole. Se viene in Italia e si permette quello che abbiamo tutti visto e saputo, è cosciente che può farlo. Gli interessi economici tra Libia e Italia sono enormi: Unicredit, Aci, Telecom, British Petroleum Mediterranea, Generali, Terna, Finmeccanica, Impregilo, Juventus, Ansaldo Sts… E quando il business fra gli Stati diventa così strategico, tutto il resto passa in second'ordine. Anzi: il resto è meglio dimenticarlo. Coprirlo. Duecento e più ragazze ingaggiate a pagamento ed istruite per una somma che varia dagli 80 ai 160 € per andare sotto la tenda del Colonnello ed essere istruite da lui medesimo sulla necessità di conversione all'Islam. Pare che quattro siano state colte da rapimento mistico e abbiano scelto Allah. Pagare le comparse attraverso agenzie di lavoro interinare ricorda lo stesso mezzo usato da Berlussonini per "mostrare" il consenso al suo partito in piazza san Giovanni a Roma per la campagna elettorale pre regionali. Gheddafi si è spinto oltre; ci ha fatto sapere che l'Europa diventerà mussulmana, ha regalato il Corano in edizione maxi a chiunque e chiesto cinque miliardi alla UE per "fermare i flussi migratori, altrimenti diventerete neri". Io mi sarei aspettato [non è vero] le Cassandre Regimental Strillanti per la causa "Radici Cristiane, Padane e Celtiche" e protestare fuori la tenda beduina del beduino, ma non c'erano!

Non c'era la "s'ignora" della politica Santanché a strapparsi le tonsille facendo sapere al Colonnello che "maometto era un pedofilo, "il burqa è offesa alla donna e da noi è vietato", non si è buttata contro il servizio d'ordine urlando le peggio cose contro il maschio d'Allah. Neppure la coraggiosa e determinata Gelmini ad affiggere crocifissi qua e là, dentro e fuori la tenda di Muammar, o Buttiglione, Casini, Binetti a fare la stessa cosa per solidarietà papalina. Zitti e muti pure La Russa, Maroni, Gasparri… non gli hanno detto "piuttosto che tradire la croce, crepa!" Sgarbi non l'ha insultato chiamandolo "porco porco porco porco" invece che capracapracapra: difende la cristianità solo contro Cecchi Paone che "è una checca, bastardo, che non sa quanto siano grande la Chiesa e i preti". Però il giorno dopo, ma solo il giorno dopo, va in televisione il Vittorio, e parla con calma, di "pittoresco leader quello libico, britannico il nostro premier, quando Bersani va da Fidel Castro non si protesta, è più offensiva una pala eolica che la tenda di Gheddafi piantata lì, e non dimentichiamo che la sinistra stringeva la mano a Ceausescu… ho trovata divertenti la parata e le esagerazioni di Gheddafi, dai… come un Cirque du Soleil…" [rainews24, 31 agosto 2010, ore 09.55] Ieri sul prato dell'ambasciata libica a Roma non c'erano neppure Borghezio e i suoi simili a pascolare maiali come sono soliti fare in luoghi destinati alla costruzione di moschee. Devo dire sempre di più: che fedeli! Che cristiani| E la Militia Christi con la Mussolini dov'erano? Se non c'è Barbara d'Urso con le sue dirette pomeridiane e la Panicucci del mattino, tutti questi fedelissimi della Croce se ne fottono. A loro interessano le comparsate, andare sotto i riflettori, litigare sparando frasi nelle quali neppure loro credono, solo e semplicemente per mantenne calde le poltrone loro e soprattutto quella del Capo che gliele regala solo se sanno leccare bene e portano voti. Sempre di più questa gente abbassa il profilo dello Stato a qualcosa di ridicolo e lo pone alla berlina internazionale. Berlussonini ha pianto vedendo gli orrori degli italiani colonialisti in Libia, e onestamente sono stati orrori, Gheddafi si è commosso nel vederlo lacrimare. Ma quante lacrime scendono su quelle gote inceronate per i disperati che a centinaia respinti da Maroni vengono mandati a morire, picchiati, torturati nelle carceri e campi di concentramento libici? O per tutti gli altri con diritto di asilo politico "allontanati" dalle nostre coste e finiti nelle mani di Muammar che li scaccia dalla Libia e li lascia a crepare nel deserto… E meno male che Hitler è morto, altrimenti prima o poi ci saremmo trovati Mengele in visita ufficiale da noi, scortato nei campi Rom a prendersi zingari gemelli per i suoi "esperimenti" ariani e la Gelmini lo avrebbe proposto per lauree Honoris Causa in Medicina e Chirurgia e Psicologia dell'Età Evolutiva.
per saperne di più: http://luciogalluzzi.blogspot.com/2009/06/gheddafi-berlusconi-moira-orfei-e-altri.html
Lucio Galluzzi ©2010 Common Creative Licence

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