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FiumicinoNo agli aumenti delle rette scolastiche nelle materne: le mamme scendono in piazza



Sabato 4 dicembre il Comitato genitori scuole per l’infanzia manifesterà a piazza Grassi chiedendo strutture pubbliche. In tre anni i bimbi esclusi dalle graduatorie sono passati da 600 a 1100. Pecci: “Non vogliamo essere considerati come quelli che vogliono creare problemi”

Fiumicino – I genitori dei bambini delle scuole per l’infanzia di Fiumicino scendono nuovamente in piazza sabato 4 dicembre scandendo lo slogan “Contro gli aumenti e la mancanza di strutture pubbliche”. Ancora al centro della protesta del Cgsi, comitato genitori scuole per l’infanzia, la carenza di scuole materne e di asili nido sul territorio di Fiumicino che obbligherebbe le famiglie a rivolgersi a costose strutture private.

Ma tra i punti contestati all’amministrazione dal comitato, di cui è portavoce Alessio Pecci, anche la chiusura dei nidi durante il periodo natalizio, dal 23 dicembre al 7 gennaio, l’aumento del 25% del costo delle mense scolastiche, le modalità stesse di pagamento del servizio, e gli aumenti rispettivamente del 17% e del 25% della retta degli asili e del trasporto scolastico. La protesta va avanti, praticamente a oltranza, da un paio d’anni, ossia da quando si è costituito il Cgsi. Dapprima Pecci, a nome dei genitori, ha manifestato per la carenza di strutture pubbliche per i più piccini poi, dopo l’approvazione degli aumenti dei costi dei servizi, la posizione nei confronti dell’amministrazione ha sfiorato lo scontro. Dopo incontri, e confronti, con l’assessore alla scuola, Gino Percoco, e con alcuni consiglieri, il dialogo oggi sembra difficile.

Nei giorni scorsi l’assessore era apparso spazientito dalle richieste del Cgsi, stanco di spiegare che “gli aumenti erano stati approvati regolarmente”. Ma i genitori non demordono e sabato 4 dicembre si ritroveranno a piazza Grassi alle 10 per sfilare in corteo fino alla sede comunale di via Portuense. “Ormai da tre anni cerchiamo di renderci utili facendo proposte e occupandoci dei problemi legati alle scuole dell’infanzia ma purtroppo ci troviamo dinanzi ad una amministrazione che non ha nessuna voglia di risolverli”, dichiara Pecci. Che snocciola cifre e dati. In tre anni le graduatorie dei bambini esclusi dalle scuole nido e dalle materne sono passate da 600 a 1100 bambini esclusi.

Oltre all’aumento delle rette dei nidi del 17%, questi chiuderebbero in giorni non previsti come il periodo natalizio, nonostante la quota sia stata pagata per intero. “Le nostre non sono né richieste assurde né dati gonfiati, visto che non sono mai stati smentiti”, prosegue l’esponente, “né vogliamo essere considerati come un gruppo di persone che vogliono solo creare problemi: abbiamo il diritto di tutelare i nostri figli e vogliamo che l’amministrazione pensi ai problemi della città, al suo sviluppo e soprattutto al sociale, cose che non sta facendo”, conclude.

·Maria Grazia Stella
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