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La maggioranza regge l'urto e incassa la fiducia alla camera con 314 voti favorevoli e 311 contrari. A fare la differenza i transfughi passati dall'opposizione al “Movimento di responsabilità nazionale”, da loro creato ad hoc per la votazione.

Calearo (ex PD), Scilipoti (ex IDV), Cesario (ex Api), sono i loro i responsabili politici della disfatta insieme ai traditori last minute di Futuro e Libertà, tal Giampiro Catone, Maria Grazia Siliquini e Catia Polidori.

L'instantanea offerta dal voto di sfiducia è quella di una maggioranza agonizzante, tenuta in in stato vegetativo da un pugno di parlamentari mercenari, assoldati per l'occasione con prebende e promesse di carriera politica, finanche il ricorso a minacce nel caso della deputata Polidori (secondo quanto dichiarato dal collega di partito Barbareschi). Ogni tipo di analisi politologica o sociologica del voto appare, quindi, davvero superflua.

La compravendita di parlamentari, la caccia agli indecisi di queste ultime settimane, sono queste le variabili determinanti della votazione. Le sorti politiche di una nazione decise da un nugolo di voltagabbana che continuano imperterriti ad alternarsi davanti alle telecamere, immuni dal senso di vergogna che sarebbe lecito attendersi, almeno in questi casi. Ma non in Italia, ovviamente. Forse aveva ragione Giuliano Ferrara quando dichiarava che “in Italia, se vuoi fare politica devi essere ricattabile, perché nell’ambiente politico devono sapere qual è il tuo prezzo e quanto è lungo il tuo guinzaglio. Se non sei ricattabile, non sei controllabile. E quindi non ti ci vogliono!”.

È forse in base a questo criterio che i segretari di partito selezionano la classe dirigente? Sarebbe bello poter rispondere di no, ma riesce davvero difficile in questa situazione. Con il porcellum elettorale che non consente ai cittadini di poter esprimere le preferenze, le responsabilità dei candidati ricadono ovviamente sui quadri di partito che ne rispondono di fronte all'opinione pubblica. Con chi se la dovrebbero prendere, allora, gli elettori dell'IDV dopo il tradimento la scorsa legislatura di Sergio De Greogorio e adesso di Scillipoti?

Quesiti tardivi, ma necessari per evitare in futuro di ritrovarsi in questa situazione. The show must go on. Berlusconi ha già annunciato di puntare con la sua risicata maggioranza a governare fino al termine della legislatura. Ora, vanno bene l'ottimismo, il “ghe pensi mi”, il sentirsi “unto del Signore”, ma come farà il Premier a tenere in piedi baracca e burattini con tre miseri voti di scarto (per giunta comprati) quando non ci è riuscito con gli oltre cento a disposizione?

Nemmeno un re taumaturgo sarebbe in grado di ovviare al problema. Il regno del Cavaliere di Arcore sembra ormai destinato a tramontare. L'impero schricchiola, pronto a implodere.

Andrea Leone

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