Movimento_5_stelle

La politica rappresentativa italiana si è trasformata ormai in una struttura obsoleta e in un modello fallito. L’obiettivo dei tradizionali gruppi partitici, costituiti in alleanze elettorali, consiste nell'ottenere quel voto in più per avere magari un rappresentante in più al Parlamento e per mantenere ed esercitare il potere politico ed economico sul Paese.

Il Movimento 5 stelle è una forza relativamente giovane in Italia, fondato nell'ottobre del 2009 come naturale conseguenza delle Liste Civiche create in precedenza dai cittadini nel 2007. Sono proprio i cittadini e i giovani gli attori, i partner e i co-operatori principali di questo movimento, che per molti versi non è molto differente dalla tipica tradizione albanese del Consiglio degli Anziani del villaggio o della Comunità Locale.

Questo movimento non è né “di sinistra” né “di destra”, ma è un movimento nato dal basso, dalla necessità popolare di nuovi paradigmi basati non più su sterili ideologie e sulle figure dei leader politici. In questo modo prende le distanze in modo nitido sia dal generale vuoto di valori e vaniloquio dei partiti che dalla cosiddetta “democrazia” rappresentativa. In altre parole, ciò che sta accadendo in questi ultimi due anni sulla scena politica italiana è una rivoluzione popolare senza precedenti che sta iniziando a dare risultati positivi e significativi.

La democrazia diretta non è più un’utopia ma si sta trasformando in una realtà tangibile nella regione di Emilia Romagna, dove il “Movimento 5 Stelle” ha ottenuto il suo maggiore successo a livello nazionale. Per parlarci di questa realtà abbiamo realizzato una intervista con il consigliere regionale di questo movimento in Emilia Romagna, Giovanni Favia, classe 1981. Brunilda Ternova: Personalmente la realtà del Movimento 5 Stelle mi ha colpito sin dai suoi primissimi inizi. Ho quindi cercato di capire quando più possibile, non solo da quello che sentivo e leggevo in giro tramite internet e la carta stampata, ma anche approfondendo la vostra conoscenza direttamente dentro il movimento.

Cos’è il Movimento 5 Stelle, come è nato e quale è stata la visione iniziale della situazione italiana che ha portato alla sua creazione? Giovanni Favia: Il Movimento nasce dall'unione di quei cittadini che hanno deciso di riprendersi la politica perché insoddisfatti dalle risposte dei politici di professione. Noi siamo convinti che per operare per il bene comune siano necessarie informazione e onestà - e non la tessera di un partito o l'aggancio con un potere forte.
Per questo i nostri sostenitori si sforzano tutti di informarsi moltissimo, ovviamente attraverso i canali alternativi - perché sui media tradizionali certe notizie non escono.

La situazione italiana è bloccata da parecchi anni, e non solo dall'avvento di Berlusconi, dagli stessi gruppi di potere strettamente interconnessi a lobby economiche. Non si fa nulla per interesse della nazione e della popolazione, ma solo per tornaconti personali o di elites. Questo non era ulteriormente tollerabile. Noi vogliamo pensare al futuro del nostro Paese e dei nostri figli, convinti che inseguire come unico parametro di sviluppo la crescita del PIL sia un errore clamoroso, perché i parametri del benessere devono essere altri: lo sviluppo sostenibile, l'accesso all'informazione, la cultura, la collaborazione fra le genti, la mobilità a basso impatto, la sanità accessibile,... . In realtà il Movimento ha coordinato e riunito le tante persone che in Italia la pensavano così ma non trovavano voce perché inascoltate dai partiti tradizionali, troppo concentrati nelle loro lotte di palazzo, distantissimi dai problemi e dai desideri della popolazione.

Per conoscerci abbiamo usato, in un primo momento, lo strumento dei meet-up su internet. Sono gruppi di discussione locali. Poi abbiamo cominciato a riunirci, fisicamente, per avanzare proposte. Ne sono nati tante belle amicizie e programmi concreti da presentare nelle varie realtà.
E gli incontri proseguono sempre perché noi non siamo professionisti della politica ma solo cittadini "prestati" alla politica che svolgono un servizio civile.

Ci impegniamo a farlo per non più di 10 anni, e intanto ci auto-riduciamo lo stipendio. Inoltre come Movimento abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali che lo stato da ai partiti ma che un referendum di quasi 20 anni fa aveva abrogato... Peccato che i partiti gli abbiano cambiato nome per riottenere i soldi... Alla faccia della sovranità popolare! Brunilda Ternova: I partiti tradizionali, dunque, non sono in grado di dare sostanza e voce alla sovranità popolare e assolvere tale funzione. Il vostro movimento si basa sulla logica della democrazia partecipata, non solamente prevedendo un programma chiaro ed elezioni in perfetta trasparenza a tutti i livelli, ma anche la partecipazione attiva istituzionale.

Ci puoi spiegare nel concreto in che cosa consistono e come avvengono i procedimenti decisionali pubblici dentro le assemblee e dentro le istituzioni? Giovanni Favia: Da noi ognuno conta uno. Non c'è un capo di partito. L'organizzazione è molto snella, orizzontale. Le nostre assemblee sono molto frequenti, a livello cittadino o di quartiere. C'è un ordine del giorno, creato in genere attraverso la discussione via internet, delle proposte e poi si procede al voto palese. Così si è creato il nostro programma, al quale gli eletti nei vari Comuni, e noi in Regione, ci atteniamo. Brunilda Ternova:

Ci puoi parlare dei contenuti del programma del Movimento e quanti di quei obbiettivi siete riusciti fino ad adesso a portare avanti o realizzare?
Giovanni Favia: Il programma è davvero ricco, te lo riassumo per punti.
ENERGIA: vogliamo si punti su fonti rinnovabili, e assolutamente niente nucleare.
RIFIUTI: Bisogna aumentare la percentuale di raccolta differenziata puntanto sul porta-a-porta. E' necessario cercare di ridurli diminuendo gli imballaggi, puntando sui prodotti alla spina ad esempio.
TERRITORIO: Stop alla cementificazione. Inutile costruire ancora con tutti gli spazi industriali vuoti che ci sono e con la popolazione che non aumenta. Meglio ristrutturare e riqualificare.
SALUTE: Sanità pubblica per tutti, e soprattutto prevenzione e stili di vita sani. Necessario educare la popolazione. ALIMENTAZIONE: Fa parte di quegli stili di vita sani. Noi vorremmo incentivare il consumo dei prodotti locali, così detti a km. 0, che sono quindi di stagione e non richiedono incredibili costi di trasporto per arrivare sulla nostra tavola. Così si favorisce anche l'economia locale.
ACQUA: L'acqua è un bene comune e il processo di privatizzazione deve essere fermato. MOBILITA': il futuro sono le autostrade digitali, di cui l'Italia ha un gran bisogno, non quelle di asfalto. Meno auto e più trasporto pubblico, con infrastrutture leggere. Più telelavoro, meno spostamenti.
DEMOCRAZIA INTERNET: Condivisione delle decisione via web e trasmissione integrale delle sedute dell'aula e delle commissioni via internet.
SCUOLA: Condivisione delle esperienze educative grazie ad una rete fra le scuole, utilizzo di e-book per risparmiare carta e denaro. Recupero di materiale informatico di aziende ed enti da rigenerare e di cui dotare le scuole.
NO MAFIA: Appalti pubblici trasparenti con tutti i processi decisionali e i passaggi di denaro sotto forma elettronica su conti censiti e pubblicati su internet.
NO CASTA: Divieto di cumulo di cariche pubbliche, massimo due mandati politici, abolizione degli stipendi d'oro. Ecco Brunilda, come vedi il programma è davvero lungo. Per ora la considerazione più importante da fare è che - grazie alla nostra pressione - molti di questi temi sono stati affrontati. Uno su tutti, la riduzione degli stipendi: anche nella nostra regione i politici, al potere ininterrottamente da quando esiste questa istituzione, hanno dovuto cedere ed abbassarseli. Certo, lo hanno fatto solo del 10% (noi avevamo chiesto il 50%) ma è un segnale.

Sull'acqua pubblica il Comitato Acqua Bene Comune, col quale abbiamo collaborato, ha raccolto 1,4 milioni di firme per un referendum che voteremo a primavera perché l'acqua rimanga a gestione pubblica: un altro bel risultato. Inoltre anche i temi delle energie rinnovabili, del consumo di prodotti a chilometri zero e della connessione a banda larga per tutti sono ormai all'ordine del giorno.
Poi a livello locale siamo riusciti a bloccare la costruzione di una centrale a biomasse (che a biomasse non era) e altri piccoli-grandi successi. Brunilda Ternova: Fermiamoci un attimo a parlare del ruolo di Beppe Grillo, noto personaggio dello spettacolo e da qualche tempo anche attivista sia in Italia che all’estero.

Quale è stato il suo contributo per il Movimento e come consideri si stia evolvendo il suo contributo in seno al Movimento?
Giovanni Favia: Beppe è stato l'agglomeratore e il detonatore di una forza che la gente covava dentro. E' ovvio che per un movimento giovane la sua figura sia importantissima per la grande attenzione che i media tradizionali gli riservano e per la sua grande capacità di comunicare via internet. Lui però non è un capo di partito, il movimento funziona perché ognuno apporta il proprio contributo su un tema nel quale è competente. Brunilda Ternova: Contro ogni aspettativa, il Movimento nel 2009 – nonostante sia stato oggetto di una continua e sistematica disinformazione messa in atto dai media e dai partiti tradizionali – è riuscito ad entrare nel consiglio comunale di Bologna raggiungendo un numero alto di preferenze.

In che modo avete lavorato per ottenere un risultato del genere?
Giovanni Favia: Abbiamo fatto un intenso tam-tam informativo orizzontale, soprattutto grazie ad internet naturalmente. E' la nostra grande risorsa. Già allora avevamo idee nuove e chi le ha volute e potute ascoltare le ha capite e apprezzate. Dico "chi ha potuto" perché moltissima gente ancora non sa bene che esistiamo, nonostante due rappresentanti in Assemblea Regionale. La nostra situazione dal punto di vista informativo è drammatica. E' davvero difficile raggiungere l'interezza della popolazione non potendo contare su certi mezzi. Ma noi ci proviamo.

Brunilda Ternova: Nel 2010 la vittoria si è ripetuta, questa volta alle elezioni regionali dove tu sei stato eletto Consigliere Regionale, conquistando più di diecimila preferenze solamente nella città di Bologna.
Una grossa responsabilità!

Come si è evoluta l’impostazione sia organizzativa che mentale del Movimento ora che siete a tutti gli effetti un attore politico che può e sa dire la sua a livello nazionale?
Giovanni Favia: In Assemblea Regionale siamo due eletti: con me c'è Andrea Defranceschi. Per la campagna regionale abbiamo potuto contare su un briciolo di credito in più, dato dai mesi di lavoro in consiglio comunale a Bologna e in altri comuni della regione. Per questo è aumentato il radicamento nel territorio e la vicinanza alle necessità dei cittadini. Ora, dagli uffici della Regione, stiamo lavorando per creare una struttura molto organizzata, indispensabile per seguire tutte le competenze che questa istituzione ha.

Brunilda Ternova: Ci possiamo aspettare in futuro per Bologna anche un candidato sindaco del Movimento? Quali sarebbero secondo te le maggiori implicazioni che ciò avrebbe nel territorio bolognese?
Giovanni Favia: Il candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle, anche se noi preferiamo chiamarlo Portavoce, c'è e si chiama Massimo Bugani. E' stato eletto dai nostri attivisti in un'assemblea generale. Questa volta crediamo che sia possibile puntare al ballottaggio, perché gli altri schieramenti sono in alto mare. Il centro-sinistra s'è affidato alle primarie per scegliere un uomo che due anni fa era stato bocciato dai cittadini. Del centro-destra nessuna traccia. Il nostro Sindaco spezzerebbe un legame fra affari e politica che è davvero troppo stretto.

Brunilda Ternova: In Albania negli ultimi mesi si stano creando dei movimenti cittadini, - per esempio il ‘Movimento per la Giustizia degli Albanesi’ (alb. Levizja per Drejtesi e Shqiptareve) - e che per certi versi assomigliano nei contenuti e nella struttura a quello vostro. Quali potrebbero essere i consigli e le idee da dare ad un movimento del genere alla luce della tua esperienza e considerato che tali movimenti non possono godere dell’autorità e della simpatia di un personaggio come Beppe Grillo?
Giovanni Favia: Lavorare fra i cittadini, sempre e comunque. Non stancarsi mai di fare incontri informativi, di ascoltare le loro esigenze, di cercare di capirle e trarne un programma di lavoro. Anche senza l'appoggio di un personaggio come Beppe i cittadini riconoscono l'impegno sul territorio. Inoltre lottare e vincere le piccole sfide al fianco degli altri cittadini dona un'energia e una convinzione unica.

Brunilda Ternova:
Giovanni ringraziandoti molto per la disponibilità vorrei farti un’ultima domanda di carattere più personale. In un certo senso, dalla politica sembra sempre emergere la parte peggiore di chi la esercita nei posti di comando. Come sta incidendo sulla tua percezione del prossimo e dei rapporti umani questa esperienza in politica?
Prova a fare un bilancio tra le sorprese positive e quelle negative che hai avuto dai tuoi amici, collaboratori, avversari e da te stesso. Giovanni Favia: Fare politica è un’esperienza che tutti i cittadini dovrebbero provare. Si sviluppa capacità d’ascolto, mediazione, senso civico, responsabilità. Esporsi pubblicamente, argomentare un pensiero, misurarsi civilmente con altre persone ti rende più consapevole dei tuoi mezzi, ti fa crescere, è una palestra che ti rafforza per poter uscire dal torpore di un sistema, che genera troppi elettori incoscienti e consumatori a ripetizione. Purtroppo, ci sono anche lati negativi: sono diventato più diffidente - e non è una bella cosa, ho imparato a guardarmi le spalle, a diffidare dei lupi travestiti d’agnello, inoltre soffro costantemente di stress…. Non ho più tempo libero, ed anche per questo, attendo con piacere il giorno in cui tornerò ad essere un cittadino senza incarichi di responsabilità verso la cittadinanza.

Per quanto riguarda le persone a me vicine, alcune le ho viste cambiare, altre sono rimaste se stesse. L’animo umano è insondabile e spesso le persone deludono, specie quando hai il vento in poppa, ma in ogni caso non bisogna mai far passare il messaggio distruttivo, che porta solo le persone nell’abisso dell’indifferenza, che facendo politica ci si sporca le mani. La politica si deve e si può fare con le mani pulite.

Brunilda Ternova: Grazie Giovanni!
Giovanni Favia: Grazie a te! L’intervista è stata pubblicata presso i giornali albanesi in lingua albanese: - Gazeta e Vogël: http://www.gazetavogel.al/read.php?id=75597 - Gazeta Saktivista: http://saktivista.com/2011/02/pionieret-moderne-te-demokracise-pjesemarrese-italiane/ - Gazeta LDSH: http://gazeta.levizjaperdrejtesi.com/editorial/editorial/95-editorial/347-nga-cdo-pervoje-e-levizjeve-masive-mund-te-marrim-ate-qe-na-sherben-.html - Tirana Observer: http://www.gazetatiranaobserver.com/tiranaobserver/index.php?option=com_content&view=article&id=58%3Aja-si-levizja-5-yje-po-thyen-tabute-e-politikes-se-vjeter&catid=34%3A6-artikuj-ne-qender - GazetaOnline: http://www.gazetaonline.net/2011/pionieret-moderne-te-demokracise-pjesemarrese-italiane.html

Brunilda Ternova

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