Ecco le ultime rilevazioni ISTAT relative l’indice della fiducia dei consumatori nell’ultimo mese. Il quadro generale continua ad essere caratterizzato da una accentuata debolezza dei consumi dovuto dalle ristrettezze e sfiducia in una prossima ripresa economica del Paese mentre le famiglie italiane sono colpite da un diffuso pessimismo.

L’indice della fiducia in un anno è sceso ai livelli del 2009, quando i conti pubblici avevano registrato il più alto picco di recessione. Secondo l’Istat il peggioramento è dovuto soprattutto “alla caduta delle prospettive future” alla quale si aggiunge la percezione di un sostanziale deterioramento “nella situazione economica del paese e sulle possibilità di risparmio”.

Non tutto il Paese però avverte la crisi nello stesso modo. I più delusi sono i consumatori del grasso Nord-Est che vedono assottigliarsi sempre di più le loro ricchezze, più moderato nel Nord-ovest e soprattutto nel Mezzogiorno..
Ad aprile 2011 l’indice del clima di fiducia dei consumatori scende a 103,7 da 105,1 di marzo. Il peggioramento è dovuto soprattutto ad una caduta dell’indicatore relativo alle prospettive future (da 93,7 a 90,1); migliora lievemente, per contro, l’indice sulla situazione corrente (da 113,9 a 114,4).

Peggiorano anche il clima economico (da 75,5 a 72,8) e quello personale (da 119,7 a 118,8). Si deteriorano, in particolare, le previsioni sulla situazione economica del paese e sulle possibilità future di risparmio. Peggiorano anche le opinioni sulla situazione economica della famiglia e sul bilancio familiare. I saldi dei giudizi e delle previsioni sull’andamento dei prezzi al consumo scendono lievemente rispetto al mese precedente.
Per quanto riguarda i beni durevoli, recuperano i giudizi sulla convenienza all’acquisto, ma restano negative le attese a breve termine. Sulla base delle consuete domande trimestrali, recuperano le intenzioni di acquisto dell’autovettura e l’abitazione e quelle relative alle spese per manutenzione.

Nel 2010 gli italiani hanno tirato la cinghia, non solo su abbigliamento e calzature, ma anche sui consumi alimentari scesi dello 0,6% (dati Ismea). A livello territoriale, la maglia nera al Mezzogiorno (-1,3%) e poi il solito Nord-Est (-0,6%). Il piatto piange sempre piu' orfano degli alimenti considerati piu pregiati.
E' scesa infatti la domanda per le carni bovine (-4,6%), vini (-3,4%), prodotti ittici (-2,9%) e frutta (-1,8%). Un copione che, dopo il calo della fiducia di questo mese, potrebbe ripetersi anche nel 2011.

Giovanni D'Agata

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