Tutta la presunzione di chiarificazione dell'esperienza tratta dal proliferare delle varie Soap Opera, Isola dei famosi, Grande Fratello, Amici, ecc. in cui la riflessione che si vuole spontanea dei vari personaggi ingaggiati, coi loro suppuranti dolori segreti, consiste nell'espletarsi di un'arbitrarissima rappresentazione del complesso delle relazioni umane, quando in realtà si sostanzia sotto sotto come un tipico parziale prodotto di manipolazione di massa.


Essa ottiene però due risultati precisi indivisibili: uno, la demolizione d'ogni analisi seria razionale, due, la partecipazione voujeristica dello spettatore guarnito da un'impressione di abisso rispetto alla natura umana.
Complessi d'inferiorità, impulsi meramente egoistici, nevrosi, scoppi isterici, esternazioni mono-maniache rischiano di apparire allora all'esterno, cioè al di là del tubo catodico, quali estrinsecazioni tipiche dell'intero tessuto sociale, rafforzando il giudizio prognostico di tutta la problematicità patologica dell'essere umano in quanto tale, quando in realtà staremmo di fronte all'usuale abuso narcisistico di torme di pseudo-attori o finti testimonials continuamente irretiti solo sul presupposto che si stia avanti la macchina da presa, anzi sospinti all'esagerazione delle esternazioni proprio in previsione del fatto di essere filmati.

Cioè dalla cultura organizzata si lascia impunemente trapelare il concetto che quest'obbrobrio sempre in scadenza sia in realtà esemplare dell'intera Società tout court. L'ultimo tentativo dei detentori del Potere è così quello di farci passare tutti per dei pagliacci, sostituendo al filtro del Super-Io comunemente teso all'elevatezza dei propri fini etici, l'assunzione pacificata della propria insignificanza esistenziale, laddove il confronto relazionale, sospinto dall'attaccamento narcisistico dell'individuo, si vanifica unicamente nel grottesco in termini di irretimento morboso e concorrenza smodata tra gli esseri.

Così anche lo spettatore approva senza battere ciglio la propria castrazione, quando angoscia e piacere sono solo espressioni semantiche con cui nascondersi dietro la rappresentazione di una farsa. Anzicchè però comprendere i fatti del proprio tempo, si gioca acriticamente con le categorie dell'amare, della gelosia, del possesso, dei rapporti familiari, categorie che vengono banalizzate dall'irresponsabilità e dall'annichilimento a priori d'ogni analisi esemplare, facendo di quei manichini l'unicum ormai d'ogni decifrazione del Reale.

La tendenza del Mercato mass-mediale cerca così in ogni modo di sottomettere la soggettività dell'individuo nell'usuale impotenza della propria irrazionalità in cui a contare rimangano nella rete unicamente gli impulsi egoici, le idiosincrasie, l'arbitrio, la reazione variabile della massa, facendola passare questa impotenza per espressione della maggioranza, quando a ben vedere la si sarà determinata presumendola da una sperimentazione su una confraternita di topi chiusi in gabbia e filmati dalla macchina da presa: Cioè cavie da laboratorio riprodotte dal tubo catodico ad uso e consumo di una massa di potenziali sadici di cui si sarà in tal guisa fomentato tutto il senso di estraniazione sociale, se non lo stesso acuirsi della fissazione maniaca.

Il Common Sense piegatosi alle leggi di Mercato sarà così completamente aggiocato al carro festoso e solo apparentemente neutrale dei dominatori, cui sarà riuscito piegare ogni spirito coesivo di classe, quegli stessi dominatori che d'altronde l'avevano sempre sostenuto: ' Ogni altro è il tuo nemico giurato', traduzione aggiornata del brocardo latino 'Homo hominis lupus'.

Marcello Chinca

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