Ancora una volta subiamo la consueta e grossolana sceneggiata ordita dagli americani per abbindolare una consolidata frotta di imbecilli.

Qualora dovesse dimostrarsi fondata la notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden, verrebbe spontaneo domandarsi se non sarebbe stato più conveniente, oltre che logico e legale, catturarlo vivo onde poterlo sottoporre a un regolare processo nell'intento di addivenire a dirimenti chiarimenti in ordine a molte oscure vicende del passato e del presente. Così come sconcerta il fatto che la loro vittima predestinata fosse talmente sciocca da aver conservato nella memoria di un computer importanti riferimenti con la sua presunta attività terroristica.

Il campione mondiale del gioco a nascondino, sarebbe dunque perito nelle accennate circostanze soltanto perché a riferirlo sono gli americani. I quali, quasi che questo non bastasse di per sé ad addensare ulteriori dubbi sull'intera vicenda, hanno altresì precisato di non voler mostrare neppure le foto di quel cadavere. In compenso hanno però cercato di diffondere, nella loro consueta e grossolana maniera, alcune vecchie immagini di un corpo martoriato che potrebbe appartenere a chiunque.

Dall'altra parte, le poche ma circostanziate notizie trapelate intorno alla figura di Bin Laden, sembrerebbero confermare che il suo cadavere sarebbe stato conservato congelato per una decina di anni, per poterne annunciare la morte nella contingenza politica più propizia. Una contingenza che avrebbe fatto ricorso in questo periodo. A comprovarlo concorrerebbe, fra l'altro, la fretta dimostrata nel disfarsene rapidamente. Addirittura, gettandolo in mare. Questo, nell'evidente intento di impedire di risalirne alla data dell'effettivo decesso.

A questo punto, vale però la pena di apportare qualche necessario chiarimento all'intera controversia.

Nel mese di aprile del 2002, Steve R. Pieczenick, che era stato Assistente Segretario di Stato sotto Herry Kissinger, dichiarava, nel corso dell' “Alex Jones Show”, che Bin Laden era già “morto da mesi”. Pieczenick disponeva di quelle informazioni avendo collaborato con lo stesso Osama Bin Laden quando gli USA lo finanziavano per combattere contro i sovietici in Afghanistan.

Nella intervista rilasciata in quella occasione, Pieczenick aggiungeva: “Avevo scoperto, attraverso le mie fonti, che aveva una malattia ai reni. E, come medico, sapevo che aveva due macchine per la dialisi e che stava morendo”. Quindi chiariva che il video di un grasso Bin Laden che si assumeva la responsabilità dei fatti dell'11 settembre, venne girato nel 2001 e che era un “imbroglio” utile per “manipolare” l'opinione pubblica nel periodo di generale emotività che seguì quegli accadimenti. Proseguiva poi specificando che anche la guerra afghana fu orchestrata “con l'accordo della famiglia di Bin Laden”. Lo stesso Presidente Pakistano Musharraf avrebbe detto la verità “tre mesi fa”, ricordando che Bin Laden era “già morto perché le macchine che gli servivano per la dialisi furono distrutte nell'est dell'Afghanistan”.

Alex Jones, affermò di essere stato informato da una fonte di alto livello interna al Partito Repubblicano sul fatto che Bin Laden fosse deceduto e che il suo cadavere veniva conservato “sotto ghiaccio” in modo da poterlo annunciare nel “momento politicamente più propizio”. Molti pensarono che quel momento fosse giunto prima delle elezioni del 2004, ma, dopo che i Democratici cominciarono a considerare questa possibilità, i Repubblicani girarono un falso video di Bin Laden e lo diffusero alla vigilia delle elezioni. Questo, secondo George W. Bush e John Kerry, diventò il fattore decisivo del confronto assai ravvicinato che caratterizzò quel periodo.

Il 26-12-2001, l'emittente “Fox News”, citando una notizia riportata dal “Pakistan Observer”, sosteneva che i Talebani avevano confermato la morte di Osama Bin Laden, il quale sarebbe stato sepolto in una fossa anonima.

Il 18-1-2002, il Presidente Pakistano Musharraf, annunciava: “Io credo che, francamente, sia morto”. Ovviamente, la persona ritenuta morta era sempre Bin Laden.

Nel marzo del 2009, l'ex dirigente dei Servizi Segreti Esterni degli USA, Angelo Codevilla, dichiarava: “Tutte le prove suggeriscono che Elvis Presley sia più vivo di quanto non sia Osama Bin Laden”.

La conclusione più ovvia che si possa trarre da queste vicissitudini, è che, qualora la notizia della recente uccisione di Bin Laden si confermasse vera, gli americani abbiano deliberatamente ucciso un uomo, per giunta disarmato. Commettendo così il reato di omicidio. Il fatto di essersi dati la premura di non mostrarne il cadavere, è sicuramente dettato dalla convenienza di scongiurare la riproposizione di un “piazzale Loreto”. Infatti, se le foto di quell'uomo fossero veramente “raccapriccianti”, per come lo avrebbero ridotto, ciò vorrebbe semplicemente dire che abbiano trucidato un uomo inerme. Indipendentemente dalle sue eventuali responsabilità. Dal momento che un autentico consesso democratico dovrebbe garantire sempre e comunque un equo processo a chiunque, al termine del quale, e soltanto allora, se ne potrebbe stabilire la eventuale colpevolezza. Ma ciò non è successo. Perché è sicuramente questa la vera “democrazia” che gli americani difendono e che pretendono addirittura di esportare. Per fortuna non ci riescono, se non imponendola con la minaccia delle armi.

Piero Tucceri

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