Obama_Putin

E’ presto per dirlo visto che nel 2012 (tra Marzo e Novembre) si svolgeranno le elezioni presidenziali in Russia e negli Stati Uniti, tuttavia, da come stanno andando le cose, è ragionevolmente prevedibile che, se Putin e Obama venissero eletti, prima o poi dovranno fare i conti con le rispettive diverse visioni del mondo.

Con un Obama tutto teso al rafforzamento economico della potenza americana chiaramente in difficoltà e con un Putin sempre più rampante che non nasconde di proseguire il rafforzamento politico-militare della rinata superpotenza russa.

Ed in realtà non mancheranno incomprensioni e attriti, specie sul versante internazionale e della lunga e insidiosa trattativa sulla limitazione degli armamenti strategici e del controllo dei rispettivi piani di costruzione di basi antimissili, con gli Stati Uniti fortemente intenzionati a costruirne almeno due in Polonia e Romania e con la Russia che ammonisce che una scelta del genere costringerebbe i militari russi a contromosse simmetriche e asimmetriche; non a caso si vocifera di piani colossali per rinnovare il potenziale militare spaziale, il tutto all’interno di un programma già varato di creare un comando unificato Terra-Cosmo per rispondere in qualche modo alla rete di radar e missili intercettori che gli Stati Uniti vogliono installare in Europa nonostante la Russia si dica radicalmente contraria, anche perché piazzati non in territorio americano bensì europeo.

Peraltro è in fase di perfezionamento l’alleanza con la Cina che sta diventando sempre più militare e se sulla Libia sono emerse pesanti incomprensioni con l’Occidente (espressamente accusato da Putin di avere stravolto addirittura l’interpretazione di una risoluzione ONU), si annunciano altre pesanti divergenze sulla Siria e sull’Iran, Stati che ovviamente gli americani non vedono di buon occhio ma che chiaramente la Russia farà di tutto per non farli diventare vittime di ulteriori colpi statunitensi, la qual cosa significherebbe per essa abbandonare la sua consueta diplomazia di contenimento della potenza americana.

Per finire sembra che i due Presidenti in pectore abbiano anche disaccordi per quanto attiene ai concetti di democrazia e dei diritti civili, poiché, alle pretese americane di dettare legge su questi argomenti come se fossero di propria insindacabile prerogativa, Putin risponde sempre rimarcando le pecche dell’Occidente colpevole di calpestare il diritto internazionale e di applicare nei propri Stati una democrazia di facciata.

C’è n’è in sostanza quanto basta per prevedere tempi molto difficili nelle relazioni tra le due superpotenze.

Vipom

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