L'asfissia dell'abbaglio mass-mediale che è sempre il nocciolo duro d'ogni forma ideologica in crisi, consiste nel propalare a getto continuo una sola supposta comunanza identitaria con cui mistificare l'evidenza del proprio fallimento totalitario, quel totalitarismo col quale l'intierezza della Società di Scambio è contrapposta ad ogni istanza minima di Giustizia sociale, intesa quale armonia interna tra classi, convivenza pacifica ugualitaria tra Stati, sostenibilità ambientale.

Di fronte alla insaziabilità del sistema di scambio che s'impone ancora più decisamente proprio nei suoi momenti di crisi, il Verbum mediatico è qui essenziale, riempie costantemente il vuoto delle aspettative sociali, vuoto che rileverebbe tutta l'insufficienza della propria plausibilità storica, e ciò tramite la comunicazione ricorrente delle proprie formule ormai cadute in disuso, quali quelle di Democrazia e Libero Mercato, ritenute formule universali da adempiere, pure dove si rilevino solo specchietti per le allodole

Ma è solo tramite queste formulazioni che si regge ancora quel minimum di identificazione interna e quindi l'impermeabilità del sistema ad ogni sua correzione.

Ma il sistema fa comunque acqua da tutte le parti, la formulazione e la prassi del dominio si scontrano con altre istanze preponderanti ed antagoniste ben più agguerrite. E' allora che l'Occidente rischia di esporsi alla pura negatività, cioè con l'arroganza della propria forza residuale che è quella militare. Non è più la parvenza della persuasività del proprio sistema collettivo di scambio ad imporsi quale l'unico modus ragionevole della progettualità, ma la pura forza dell'imporsi quando in ballo c'è la propria sopravvivenza.

L'essere per se stessi conduce al vuoto come affermava già lo Hegel, solo nella sua interezione sociale attraverso il lavoro l'esistere assume peso specifico con cui riconoscersi in un'indicazione di verità. Ma laddove la stessa interezione è praticata unicamente in funzione antagonistica che è quanto pretenderebbe l'intera società di scambio, alla carenza di un'orizzonte in cui sia ancora estensibile ad libitum il saggio di profitto, l'unica chance sarà allora quella di giocarsi il tutto per tutto, sino alla rottura irrimediabile colla quale assicurarsi ancora per un po' il predominio e cioè la guerra quale ultimo abbaglio predicativo della propria pretesa auto-imposizione quale Occidente coalizzato, identificato appunto esclusivamente dal proprio specchio identitario: quello del proprio sistema di scambio nel suo tentativo reiterato di tramutarsi sempre in totalitarsimo a livello globale.

Marcello Chinca



Nessuna connessione internet