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Bin_Laden_-_Salvatore_Giuliano

Sorprende fare paragoni tra due personaggi così diversi da tutti i punti di vista, vissuti ognuno nel suo tempo e morti uno nel 1950 e l’altro recentemente, eppure alcuni particolari sembrano fatti apposta per corroborare una riflessione del genere, una riflessione si badi bene solo ipotetica e che riguarda esclusivamente il mistero delle loro morti, un mistero la cui verità, com’è logico in questi casi, difficilmente si conoscerà facilmente.

Salvatore Giuliano, allorquando viene ucciso nel Luglio del 1950, era ormai un personaggio braccato da tutte le forze dell’ordine italiane dell’epoca, si nascondeva in una casa di Castelvetrano e una volta che i suoi gregari lo avevano praticamente abbandonato conduceva una vita diciamo nascosta ed in sostanza non si muoveva dalla casa dell’ospite, finché, come raccontano le cronache, fu preso e ucciso, anche se le leggende fiorirono immediatamente e non pochi sostengono ancora che il corpo trovato nel cortile non fosse sicuramente il suo, sebbene quello di un sosia.

Anche per la vicenda Bin Laden si è detto che in pratica egli viveva ormai in quella casa in Pakistan lontano da tutti quegli atti tremendi a lui addossati a livello mondiale, finché, forse, una volta che qualcuno si sarebbe reso conto del peso che rappresentava, lo avrebbero scaricato al migliore offerente, in parole povere sarebbe stato tradito similmente a Giuliano.

Stesso discorso per il corpo.

Se è vero com’è vero che il Presidente Obama si è esposto in prima persona per confermare l’uccisione e il seppellimento in mare di Bin Laden (e a dire la verità una esposizione del genere tende a far capire che qualcosa di molto grave sia accaduto), anche per Salvatore Giuliano si parlò dapprima di un conflitto a fuoco, per poi correggere il tiro dicendo che in realtà l’uccisione era già avvenuta prima e poi il corpo sarebbe stato “apparecchiato” per i giornalisti nel cortile di cui sopra.

Unica differenza il cadavere dato in pasto ai cronisti del tempo mentre per Bin Laden questo corpo non solo non è stato mostrato ai media per una attestazione inconfondibile della morte avvenuta (si accenna solo a fotografie non pubblicabili ritenute “top secret”), ma sarebbe stato zavorrato e gettato in mare dopo una cerimonia funebre su una nave americana.

Ma, a ben guardare, sia nell’uno che nell’altro caso manca la prova regina dell’avvenuta  e dimostrabile uccisione dei protagonisti. Per Giuliano si vocifera ancora che egli sarebbe potuto essere fatto fuggire mentre a finire ucciso sarebbe stata una persona che gli somigliava come una goccia d’acqua, per Bin Laden invece manca persino il cadavere.

Si racconta che la decisione di farlo sparire nei flutti sarebbe stata dovuta al fatto che non si voleva creare un luogo di culto per attirare nuovi emulatori, per tacere del fatto che nessun Paese si sarebbe voluto accollare il suo seppellimento per gli stessi motivi.

Tuttavia una circostanza inquietante serpeggia tra i commentatori: il momento preciso dell’atto di cui si parla. Perché in sostanza sarebbe stato ucciso proprio in questo periodo? O era stato ucciso prima? O qualcuno voleva far cadere l’evento in un momento politico ben preciso in modo da metterne all’incasso gli esiti politici?

E i servizi segreti pakistani, che ruolo avrebbero avuto in una operazione segreta del genere? Come si fa a far passare nel proprio spazio aereo degli elicotteri senza che l’aviazione faccia nulla per intercettarli? Erano d’accordo? Sapevano e hanno taciuto? Oppure si sarebbe trattato (come nel caso di Giuliano) di una sorta di patto tra Pakistan, Stati Uniti e lo stesso protagonista per uscire di scena come sarebbe uscito di scena allo stesso modo il Re di Montelepre?

Misteri su misteri, ad ogni modo sarà la storia a dirimere i tanti dubbi che aleggiano su questa uccisione misteriosa di Bin Laden.

Vipom

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