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Ogni anno il Vaticano si mette in tasca un miliardo di euro [duemila miliardi della vecchie lire] Soldi freschi, e tanti, che non sono affatto destinati ad opere di solidarietà e carità, come vuol farci credere la pubblicità della Santa Sede che ogni anno ci ammorba, in ogni dove, puntuale, in primavera, c'è la dichiarazione dei redditi.



Gli spot clericali, da due anni a questa parte, presentano una sequenza di emergenze umanitarie e sociali, ti invitano pure a "chiedere a loro", ai personaggi che appaiono nei filmati intenti ad occuparsi degli ultimi nel Mondo e in Italia.

Già, sarebbe bello poterlo chiedere veramente a loro.

La prima cosa che domanderei è: ma per questi spot sull'otto per mille, diffusi a raffica panteista, onnipresenti, piccoli capolavori di regia e fotografia strappacuore, il Vaticano quanto paga?

Quanto costa al Papa questa enorme operazione di raccolta "fondi"?

Le TV, i quotidiani, periodici, le Radio, le affissioni comunali... ricevono dal Soglio Pontificio le stesse tariffe che versa qualsiasi azienda che pubblicizza un suo prodotto?

Non so come mai, sarò un cattivo pensatore, ma qualcosa mi dice di no.

cardinale crescenzio sepe

Perché loro, i porporati vaticani, non vendono nulla, saranno di certo riconosciuti come "associazione umanitaria senza fine di lucro" o "ente morale altissimo", ergo: i contratti pubblicitari per loro non costano, e se costano se li fanno pagare dal Concordato, cioè da noi.

Chiedilo a loro, per l'appunto.

Prova però a chiederlo alle suorine di Teresa di Calcutta che accolgono per davvero i moribondi d'AIDS per le strade, i bimbi buttati nei cassonetti, i veri Cristi che stanno esalando gli ultimi respiri per fame.

Non avranno neppure il tempo di rispondere, hanno il vero lavoro umile e santo da fare, il Servizio in silenzio e umiltà, sono lontane, per fortuna loro!, anni luce dallo IOR dal Opus Dei e dagli ermellini e Prada di Sua Santità [che è solo Sua, chiariamolo!].

Prova a chiederlo ai veri preti, quelli che non possono neppure permettersi l'abito talare, che di notte negli inferni brasiliani, entrano nei cimiteri, dove neppure gli squadroni della morte s'addentrano, per dare soccorso ai bambini di strada, strafatti di colla e collera, che dormono sulle lapidi perché non c'è altro posto sicuro, altrove la polizia li uccide perché deturpano il turismo e disturbano i negozianti. Ti manderanno, giustamente a quel paese, i veri preti.

E' per questo che non li fanno santi Subito.

Sono anche semi eretici perché credono nella Teologia della Liberazione e nella grazia divina per tutti.

Non sia mai!

La parte destinata dalla Santa Sede, presa dall'otto per mille, per interventi caritatevoli è solo il 20%.

Al sostentamento del clero: il 34%.

Alle esigenze di culto: 46% *.

Al miliardo di euro che ogni anno affluisce dalle tasche del contribuente alle casse vaticane, si aggiunge un altro miliardo che lo Stato italiano versa a San Pietro [non sono conteggiati i contributi di Regioni, Province e Comuni]:

478 milioni di euro per stipendi agli insegnanti di religione;

370 milioni di finanziamenti alle scuole cattoliche;

44 milioni per le cinque Università di Dio;

25 milioni per fornitura di servizi idrici alla Città del Vaticano;

20 milioni per l'Università Campus Biomedico dell'Opus Dei;

19 milioni per l'assunzione in ruolo dei nuovi insegnanti di religione;

18 milioni per i buoni scuola agli studenti delle scuole clericali;

9 milioni per il fondo sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e loro famigliari;

9 milioni per la ristrutturazione degli edifici religiosi;

8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari;

7 milioni al fondo previdenza del clero;

5 milioni per l'Ospedale di padre Pio a San Giovanni Rotondo;

2.5 milioni per finanziare gli oratori;

2 milioni per nuova edilizia di culto *.

Cifra complessi annua in "donazioni" intascate dalla Santa Sede: 3 miliardi di euro [sei miliardi delle vecchie lire].

Ma lo Stato italiano fa ben di più per alzare il bilancio della Città del Vaticano: rinuncia ad ogni entrata fiscale dovuta dalla Chiesa.

Ammontare dei benefici d'esenzione tasse: altri sei miliardi di euro [12 mila miliardi delle vecchie lire].

Gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59.000 e posseggono 90.000 immobili.

Chiedilo a Propaganda Fide, al cardinal Sepe, ad Anemone e Balducci, chiedilo a Scajola.

Chiedilo anche ad Andreotti, Flavio Carboni, Gianni Letta, chiedilo alla borghesia nobile nera romana.

Chiedilo alla Cricca.

Il valore degli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici si aggira intorno ai 30 miliardi di euro, esenti da imposte sui fabbricati, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunto [IVA].

Chiedilo a Tremonti.

L'evasione fiscale Concordataria ammonta a 9 miliardi di euro [18 miliardi delle vecchie lire], metà di una manovra finanziaria di questi ultimi due anni.

Senza il peso enorme della Chiesa sulle spalle dello Stato italiano, eliminando i privilegi economici di San Pietro, la pressione fiscale [le tasse] per ognuno di noi sarebbe dimezzata.

Ora mi chiedo perché continuare a votare per gente che vuole mantenere in toto uno Stato straniero.

E' l'unico caso al mondo.

Smettere di dare il consenso a chi vuole mantenere il Concordato fra Stato e Chiesa Mussolin/Craxiano.

In nome dei nostri soldi sudati: facciamoci furbi.

Mandiamo a casa i clericali!

* Dati CEI

 

 

Lucio Galluzzi

 

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