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Inchiesta della procura di Genova - In pieno scandalo internazionale per il giro di troie che lo ha ridicolizzato in ogni dove, portato sotto processo per prostituzione minorile, il puttaniere non riuscirebbe a smettere i suoi festini.



La Procura della Repubblica di Genova nell'indagine "Force Blue" si sta occupando di un giro di reati fiscali commessi con finti contratti di affitti di barche di lusso.

Tra questi natanti per nababbi c'è il famoso Force Blue, sessanta metri, intestato ad una società che lo noleggia per 34.000 euro al giorno.

Gli inquirenti sostengono però che questo yacht fosse utilizzato esclusivamente da Flavio Briatore.

E' naturale che nelle intercettazioni telefoniche del caso ci finiscano molti VIP, e che vip!

In pratica nell'indagine sulle barche d'oro entrerebbe prepotentemente il nome di Ballusconi, fatto dai ricconi suoi amici e/o conoscenti che chiacchierando fra di loro farebbero emergere la vera natura malata ed irrecuperabile del premier: i festini Bunga Bunga non si terrebbero più ad Arcore, causa i troppi occhi che osservano la residenza del sessuomane dopo il Ruby-gate partito ad ottobre 2010; le sue nottate di "classe, civiltà, nipoti di Mubarak e laureate con il massimo dei voti, lingua madre inglese..." sarebbero continuate fino ad aprile, a Monza - Villa Gernetto [1].

Villa Gernetto

L'edificio, naturalmente di prestigio ultra signorile, è una delle tante proprietà che il premier ha disseminate per la Brianza e nell'intera Lombardia.

Una residenza splendida, dove il pluri indagato 75 enne, vorrebbe insediare l'Università delle Libertà, che ha ospitato anche il primo ministro croato Jadranka Kosor.

Briatore e i suoi amici, intercettati, chiacchierano spesso del presidente del Consiglio, lo conoscono anche bene, perché tutti sono stati ospiti suoi a Villa San Martino - Arcore.

Come ci hanno abituati da tempo, gli apparentemente estimatori del vecchio porco, non sempre si esprimono in modo, diciamo così, amorevole.

Così dopo "culo flaccido, bastardo, vecchio che mi fa schifo, brutto com'è deve solo pagare e stare zitto..." [intercettazioni Ruby-gate: Nicole Minetti e altre], i VIP di Briatore lo descriverebbero come un soggetto con problemi, come lo aveva, a suo tempo, catalogato Veronica Lario due anni fa: "Ho cercato di aiutarlo come con una persona che non sta bene".

Sono centinaia le intercettazioni raccolte dai magistrati di Genova, che hanno deciso di passarle al pool di Milano di Ilda Boccassini.

E' giusto e doveroso dire che i contenuti delle conversazioni non raccontano di alcun reato né del premier, tantomeno dei suoi conoscenti/amici, ma contribuiscono e completare il quadro accusatorio della Procura di Milano.

Con Flavio Briatore, al telefono, non parlano VIP qualsiasi, ma persone molto vicine, tra le più assidue, del capo del governo: da Daniela Santanché ad Emilio Fede.

Sono personaggi potenti ed è palese che non parlino di ricette e programmazioni teatrali, ma di questioni "delicate" per il Paese.

Gli "amici" se la contano su Lele Mora, che nonostante gli scandali e i coinvolgimenti giudiziari nel giro di troie presidenziali, i fallimenti delle sue società, le fatturazioni false... sarebbe sempre il terminale al quale arriverebbero continue richieste per organizzare ancora serate "divertenti nelle residenze del premier".

Magari questi "signori" sapevano pure d'essere "ascoltati", tant'è che Emilio Fede [accusato di aver portato ragazze, comprese minorenni, ad Arcore], parlando con i suoi favoriti ricconi, nega la sua colpevolezza, attribuendo le colpe a qualcun altro che avrebbe organizzato il tutto.

Lele Mora dovrebbe preoccuparsi di più?

E' vero: gli straricchi, per natura loro, non avendo altro da fare, vivono di pettegolezzo e riprovevoli "salotti" di scemenze e quando sono annoiati, perché non faticano e non sudano, si mettono a giocare coi massoni; ma i briatoriani sono una razza di ricchi più ricchi perché potenti: spregiudicati, cinici, senza neppure un minimo di classe e forma.

Cafoni che conoscono direttamente altri cafoni che decidono la vita politica e mondana italiana.

Direttamente, cioè li frequentano e apprendono molto, di più, delle vite e dei mezzi/fini dei manovratori.

Si occupano anche delle nomine RAI.

Briatore e i suoi sembrerebbero essere molto ben edotti, per esempio, sulla cacciata di Masi e soddisfatti per la nomina della Lorenza Lei, che ritengono vicina alla Santanché.

Sono finiti i tempi della politica "vociferata" nelle case della nobiltà nera romana; i grandi ricchi stolti non si ritrovano più nei luoghi mondani della capitale per chiacchierare dei fili dei burattinai.

Ora sono sugli yacht da 34.000 euro al giorno, affittano non si sa da chi, pagano non si sa come, chiacchierano apparentemente praticando il pettegolezzo.

Poi, guarda caso!, quei pettegolezzi si avverano, sono perfettamente veri.

Dalle Generali alla Rai.

Sono come Licio Gelli che raccogliendo pettegolezzi dagli incappucciati nazionali, scrisse quel maledetto "Piano di Rinascita Democratica-Loggia P2", l'eversione golpista completa, oggi applicata in pieno dai suoi discepoli ricconi e potenti che ha sistemato al Governo.

Villa Gernetto

[1] Villa Gernetto, residenza settecentesca situata a Lesmo (Monza e Brianza) e di recente ristrutturata.

La proprietà, comprata alcuni anni fa dal premier, misura 350mila metri quadrati ed è pronta a ospitare l'Università del pensiero liberale. Ma, in base alle notizie diffuse da Il Giornale, il presidente del Consiglio sarebbe tentato dal farne anche il suo principale alloggio privato.

La proprietà comprende anche trentacinque ettari di bosco e un giardino a terrazze lungo la valle del Lambro ed è dominata da una torre belvedere probabilmente costruita su una preesistente fortificazione rinascimentale.

Detta anche villa Mellerio o villa Somaglia, in onore dei proprietari e dell'architetto che le diedero l'aspetto attuale, la villa era appartenuta in precedenza ai conti Rozzoni e ai marchesi Molinari.
Negli ultimi anni era diventata centro di formazione di Unicredit che nel 2004 la cedette a una società partecipata da Pirelli Re (30%) e Morgan Stanley Real Estate Funds (70%).
fonti: il Fatto Quotidiano, Luxio.com, Il Giornale, Repubblica, AnnoZero, Corriere della Sera, il Salvagente, Lettera 43

Lucio Galluzzi

 

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