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L'inchiesta giudiziaria denominata "Last bet" , partita dalla Procura di Cremona , che sta facendo "vacillare" l'intero sistema calcistico italiano , si arricchisce di un ulteriore capitolo:

ora cominciano, infatti, a "scendere in campo" anche quelle società calcistiche che si ritengono defraudate da quelli che sono stati i comportamenti illeciti e quelle condotte antisportive fino ad esso accertate dagli organi inquirenti della magistratura ordinaria.

In particolare da alcune società di calcio , sono stati "messi sul banco degli imputati" quegli "organismi federali" di categoria che , alla stregua delle notizie e degli sviluppi della vicenda giudiziaria de quo, hanno omesso di "sospendere" la disputa in corso degli spareggi relativi alla serie B ed alla Lega Pro, denominati con il termine anglosassone di "play off" ( se per la promozione nella serie superiore) e "play out" ( se per evitare la "retrocessione" nel campionato di categoria inferiore ).

Due società , fino ad ora, hanno dato origine a forme di "protesta" eclatanti, balzate agli onori della cronaca anche grazie ai relativi "comunicati stampa" con i quali è stata data evidenza alla iniziative intraprese a tutela delle rispettive società di calcio professionistiche. L'U.S. Foggia del "patron" Pasquale Casillo, militante nella Lega Pro I Divisione,girone B, ha , addirittura ( come da comunicato stampa ufficiale del 13 giugno) intrapreso la via del ricorso alla magistratura penale ordinaria, depositando presso la Procura del Tribunale di Foggia " una denuncia-querela nei confronti di ignoti, dove si ipotizzano reati di illecito sportivo ed altri reati che potrebbero essere ravvisati dall´autorità giudiziaria e che vedono, come persone offese, proprio il club rossonero".

Il Piacenza Calcio, retrocesso dopo vent'anni passati ininterrottamente tra Serie A e campionato cadetto appena due giorni fa dalla serie B in Lega Pro ( a seguito dello spareggio "play out" perso con l'Albinoleffe) ha , invece, inteso percorrere una via più drastica comunicando, tramite il proprio presidente Fabrizio Grilli, la decisione di "non volersi iscrivere alla categoria inferiore di Lega Pro, poichè la recente inchiesta della magistratura, per l'ennesima volta, ha fatto emergere un calcio violentato da scommesse illecite". Sempre nel suo comunicato ufficiale del 12 giugno l'attuale dirigenza del Piacenza spiega di " aver richiesto immediatamente di sospendere la disputa dei playout sul presupposto che fosse necessario accertare i fatti prima di concludere il campionato in corso" ma che gli organismi federali preposti non hanno inteso accogliere la suddetta istanza avanzata.

Pressocchè identica richiesta venne immediatamente inoltrata, anche come provocazione, dall'U.S. Foggia, sin dalle prime battute dell'inchiesta sul "calcio scommesse" . La società del Foggia ha, ora, richiesto, tramite il suo esposto-denuncia, che la magistratura "indaghi" altresì sul perché di "certe incongruenze" nei bilanci di molte società sportive calcistiche in relazione ai cosiddetti "ingaggi" di alcuni calciatori professionistici dal "cartellino piuttosto elevato" , eppure non corrispondente a quanto,poi, dichiarato nelle "carte societarie"!

La società rossonera spera, con la sua denuncia-querela , di aver fornito un valido contributo all´ autorità procedente per "disvelare" comportamenti illeciti dai quali si ritiene lesa poichè avvenuti durante il corso della stagione calcistica 2010/11, campionato nel quale , grazie anche all'onestà universalmente riconosciuta del proprio tecnico Zeman, è stata "additata" come esempio di correttezza sportiva nel mondo del calcio professionistico.

Vedremo se, nelle prossime ore, alle forme di protesta dell'U.S. Foggia e del Piacenza calcio , se ne aggiungeranno altre di ulteriori società professionistiche del medesimo tenore o con modalità originali rispetto a quelle intraprese dalla società pugliese e da quella emiliana.


Avv. Eugenio Gargiulo
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