È stata emanata con un’elevata maggioranza la legge sulle cosiddette “quote rosa”, le quali stabiliscono che una certa percentuale di incarichi direttivi all’interno delle aziende o delle istituzioni di fondamentale importanza sia conferita alle donne.

La legge approvata prevede che entro il 2012 i consigli di amministrazione delle società quotate in borsa e a partecipazione pubblica siano composti per un quinto da donne; la percentuale aumenterà ad un terzo nel 2015.  

La legge dispone un reclamo a carico di chi non si uniformerà inizialmente alle sue previsioni; se l’inottemperanza persisterà nonostante la diffida verrà allora inflitta la misura più grave della sanzione pecuniaria.

Se la violazione malgrado tutto si protrarrà potrà essere addirittura destituito l’intero consiglio d’amministrazione.

Se da una parte tale legge garantisce una maggiore partecipazione femminile al mondo dell’economia, e in questo senso la sua ratio  appare condivisibile, dall’altra la sua emanazione provoca un certo rammarico, nonché turbamento, perché l’introduzione delle donne ai vertici delle istituzioni economiche del nostro Paese non avviene spontaneamente.

Rosa Aimoni.

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