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Al termine di un dibattito protrattosi per ben otto anni, nei giorni scorsi l'Unione Europea ha varato una direttiva riguardante la gestione “responsabile e sicura” delle scorie nucleari, le quali potranno così essere esportate in paesi terzi.

I promotori di questo provvedimento, capeggiati dal tedesco Gunther Verheugen, hanno sottolineato come per la prima volta l'Europa si sia impegnata per il definitivo stoccaggio di questi materiali. Grazie a questa normativa, la stessa si proporrebbe come la comunità più avanzata nella sicura gestione dei medesimi.

La direttiva approvata, obbliga i quattordici paesi membri che adottano l'energia nucleare a renderenote nei dettagli, da oggi al 2015, le modalità con le quali contano di trattare definitivamente le scorie radioattive, nonostante questo rimanga un problema ancora in attesa della definitiva soluzione da parte dei singoli stati membri.

Sebbene la Commissione Europea intendesse interdire in sostanza l'esportazione delle scorie radioattive, alla fine, per iniziativa dei singoli stati membri, è stata reintrodotta nel provvedimento questa possibilità, sia pure ammantandola con un virtuale rigore, come, per esempio, quello della individuazione dei definitivi siti di deposito.

Qualora gli stati europei dovessero procedere all'esportazione di quei rifiuti non ottemperando alla predetta direttiva, scatterebbe nei loro confronti la procedura di infrazione.

Qualche sospetto questa iniziativa comunque lo solleva, come osserva giustamente il vice presidente della stessa commissione, la tedesca Rebecca Harms, la quale ha dichiarato: “L'imprudente attitudine dimostrata dagli stati membri sulla questione relativa all'esportazione delle scorie nucleari negli stati terzi, è scandalosa. La scelta dell'esportazione, non costituisce la soluzione più sicura del problema, ma la meno onerosa”.

In effetti, sorge spontaneo il sospetto che dietro quel provvedimento si celi un espediente volto a consentire legalmente quello che altrimenti si configurerebbe come lo smaltimento abusivo di un materiale altamente pericoloso.

Piero Tucceri

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