Pin It

pillole giuridiche

Scaturisce il diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali a favore del coniuge che non può entrare nella casa
coniugale se, a sua insaputa, l’altro ha cambiato la serratura alla porta d’ingresso. Difatti, anche in presenza di un comportamento violento nei confronti del coniuge, è vietato allontanare “con la forza” di casa il marito o la moglie.

È, infatti, contrario allalegge cambiare le chiavi dell’appartamento per impedire all’altro coniuge di entrare nell’appartamento, nonostante tra i due sia in corso una causa per la separazione.

Secondo il Tribunale di Pisa, bisogna necessariamente attendere l’esito del provvedimento del giudice (temporaneo o provvisorio che sia) per poter privare del possesso l’ex convivente. Se ciò non si è ancora verificato, si rischia di dover pagare un cospicuo risarcimento per aver violato il diritto costituzionale alla casa familiare. ( così Trib. Pisa sent. n. 273 del 13.03.2013)

Il caso deciso dal giudice toscano risulta ancor più eclatante se si considera che la moglie aveva accusato il marito, non solo di totale indifferenza nei propri confronti, ma anche di condotte violente.

Dunque, secondo il Tribunale, va tutelato innanzitutto quel rapporto di “detenzione” che lega il coniuge alla casa coniugale, rapporto che solo un provvedimento del giudice potrebbe interrompere, o un comportamento volontario del coniuge stesso che decida di abbandonare spontaneamente e in modo definitivo il tetto.

In sintesi, anche se è in corso una causa di separazione, se uno dei due coniugi non ha abbandonato spontaneamente la casa coniugale non può essere allontanato con la forza dall’altro, a meno che non intervenga un
provvedimento del tribunale che disponga l’assegnazione dell’immobile.

 

Eugenio Gargiulo

Pin It

Commenti

Potrebbero interessarti

Nessuna connessione internet