spaccio bilancini coltellino

Secondo un principio affermato ieri - 12 giugno 2013 - da una sentenza della Corte di Cassazione (25806/2013), non si può accusare di spaccio un soggetto, preso con un certo quantitativo di droga, basandosi sul fatto che il suo reddito dichiarato non è sufficiente per comprarsi tutto quel quantitativo di droga e deducendo, quindi, l'attività di spaccio dalla quale ricaverebbe i soldi per l'acquisto.

I FATTI.
Un uomo era stato condannato dal giudice d'appello perché trovato in possesso di "ingenti quantità di stupefacenti" e strumenti vari, come bilancini di precisione e particolari coltelli.

Mentre il giudice di primo grado l'aveva assolto, il giudice d'appello l'aveva condannato sulla base del presupposto che, se l'imputato non aveva un reddito lecito, poteva ricavare i soldi per comprare quell'ingente quantità di stupefacenti" solo attraverso l'attività di spaccio.

La Cassazione, ribaltando la decisione, ha dato ragione all'imputato, affermando che la sentenza d'appello è errata, perché non è sufficientemente motivata e perché, in realtà, l'imputato disponeva di un reddito, attestato dal CUD, che gli consentiva di acquistare la sostanza per uso personale, senza ricorrere allo spaccio.

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