bimba salva grazie a una supercolla

Missouri - Si chiama Ashlyn Julian e compirà un mese il prossimo 16 giugno. La bambina era nata senza complicazioni ma dopo qualche settimana i genitori erano tornati in ospedale per fare dei controlli, perchè la piccola vomitava ed era sempre stanca. I medici avevano riscontrato una rara malattia pericolosa per la vita di un neonato, un aneurisma al cervello che aveva le dimensioni di un'oliva, che provocava un'emorragia che poteva essere letale.


Le emorragie cerebrali sono molto rare nei bambini, perciò non esistono strumenti pediatrici per questo tipo di operazione, se non le apparecchiature più piccole che ci sono per pazienti adulti, ma comunque troppo grandi per un neonato.

Il trattamento più comune per un'aneurisma cerebrale è aprire il cranio del paziente e operare sull'aneurisma, ma Ashlyn sarebbe stata troppo piccola per subire una operazione del genere, in cui la perdita di sangue avrebbe messo in forte rischio la sua vita.

Il team dei medici dell'Università del Kansas Hospital guidati dal neurochirurgo pediatrico Koji Ebersole hanno trovato la soluzione attraverso una super colla chirurgica, una procedura mai documentata nella letteratura medica.

I chirurghi hanno inserito un microcatetere in un vaso sanguigno nel fianco destro di Ashlyn, arrivando fino al cervello; grazie a una sofisticata macchina di imaging cerebrale Ebersole è stato in grado di depositare la colla chirurgica che ha sigillato il vaso sanguigno interessato. L'operazione non ha avuto complicazioni ed è durata 45 minuti.
"E' letteralmente lo stesso composto delle colle che si possono trovare nei negozi" ha detto Ebersole.

Jill Chadwick, portavoce della University of Kansas Medical Center, ha dichiarato che questa procedura è così rara che probabilmente Ebersole non dovrà affrontarla mai più nel corso della sua vita.

Per i prossimi sei mesi Ashlyn sarà controllata dal dottor Ebersole, secondo cui la piccola con tutta probabilità non avrà mai più problemi con questo tipo di malattia e potrà vivere una vita normale.

 

Roberto Forlani