costruzione di case abusive

Secondo uno studio condotto da Legambiente, e presentato oggi a Roma, il mercato illegale dei crimini ambientali è in forte espansione.

Già da tempo, infatti, la criminalità organizzata ha presto piede in questo genere di attività, che frutta molto di più della droga e comporta minori rischi, visto l'esiguità delle pene previste dalla legge per questo tipo di reati rispetto allo spaccio.

La costruzione di case abusive si è enormemente diffusa a causa della crisi, proprio perché le costruzioni illegali costano meno.

Un comunicato di Legambinete denuncia con i numeri il fenomeno criminoso: "34.120 reati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri, per un giro di affari di 16,7 miliardi di euro gestito da 302 clan, 6 in più rispetto a quelli censiti lo scorso anno. Il 45,7% dei reati è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) seguite dal Lazio e dalla Toscana, che sale al sesto posto, con 2.524 illeciti (+15,4%). Prima regione del Nord Italia, la Liguria (1.597 reati, +9,1% sul 2011). Da segnalare per l'incremento degli illeciti accertati anche il Veneto, con un +18,9%, e l'Umbria".

Enorme rimane il business del traffico dei rifiuti: imprenditori pagano i clan mafiosi affinché smistino i rifiuti industriali in maniera illecita, in modo da evitare i costi di bonifica.

I luoghi in cui questi rifiuti vengono scaricati sono i Paesi del terzo mondo, e a volte anche il Sud Italia.

Il fenomeno, che si è enormemente diffuso negli ultimi anni, vede complici e collusi quegli imprenditori che vogliono ridurre sempre più i costi, a tutto discapito delle aziende oneste e dell'ambiente.

Bisognerebbe intervenire per inasprire fortemente le pene connesse ai reati ambientali.  Lo dovrebbe fare il Governo e con la massima priorità.

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