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tradimento coniugale

In questa recente sentenza (n. 16270 del 27 giugno 2013) la Cassazione ha stabilito due importanti principi in tema di separazione dei coniugi. Secondo il primo principio, (già peraltro affermato dalla sentenza n. 25618 del 2007), il tradimento coniugale non può provocare automaticamente l'addebito della separazione se esso, pur costituendo un fatto grave, non è la causa principale della rottura dell'unione coniugale, che era già da prima compromessa.

In questo caso, al coniuge adulterino non sarà comunque addebita la separazione, perché si ritiene che non sia stato il tradimento a provocare la rottura dell'unione. Perché sia addebitata la separazione al coniuge infedele, bisogna infatti vedere se è stato proprio il tradimento a compromettere irreversibilmente il matrimonio.

In cosa consiste l'addebito della separazione? La legge in vigore prevede che, in caso di tradimento, si determina una rottura del patto coniugale; quindi, il coniuge che ha tradito non può pretendere, anche se è quello economicamente più debole, il mantenimento, ma avrà diritto solo agli alimenti.

Qual è la differenza fra mantenimento e alimenti? E' di tipo economico, perché il mantenimento consiste in una cifra maggiore, mentre gli alimenti nello stretto necessario.

Con la sentenza del 2007 la Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in presenza di tradimento, il coniuge infedele, se quello economicamente più debole, debba comunque ricevere il mantenimento (e non solo gli alimenti) se il tradimento da lui messo in atto non sia stata la causa principale del fallimento del matrimonio.

Con quest'ultima sentenza (16270 del 2013), la Corte ribadisce il principio espresso nel 2007, ma ne afferma un altro.
In particolare, se il coniuge tradito è disposto alla riconciliazione, magari anche affermandolo in udienza, allora non può esserci addebito al coniuge infedele perché dal perdono si più capire che non è stato allora il tradimento la sola causa della crisi coniugale.

Ma se, nonostante il perdono, il coniuge traditore persiste nel suo atteggiamento dannoso all'unione, magari ostentando con ironica beffa l'infedeltà, allora viene ritenuto responsabile della fine dell'unione, e la separazione gli viene addebitata.
Niente mantenimento, quindi, in questo caso, ma solo alimenti.

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