decreto monti province

La Consulta, con una recentissima sentenza, ha dichiarato l'incostituzionalità del decreto con il quale il precedente Governo Monti aveva predisposto il taglio delle province, ossia il riordino degli enti territoriali per risparmiare sulle spese.

Il senso della riforma era questo: accorpiamo ed eliminiamo gli enti provinciali, così saranno ridotti gli esborsi. 

Perché la Consulta ha considerato il decreto "Salva Italia", emanato dal Governo Monti, contrario alla nostra Costituzione?

La motivazione principale risiede nello strumento adottato dal precedente governo per predisporre la riforma; infatti, il governo aveva disegnato il nuovo assetto delle province avvalendosi di un decreto legge.

Il decreto legge, secondo la costituzione (art.77) , può essere adottato solo per emanare provvedimenti urgenti.

Recita così l'art. 77: "...Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione..."

Secondo la Consulta, quindi, il riordino delle province è un provvedimento strutturale, che riguarda l'intera fisionomia territoriale e giuridica del Paese; pertanto, esso non può attuarsi con un decreto legge, che è uno strumento utilizzabile solo per provvedimenti d'immediata urgenza.

Il provvedimento di riordino strutturale deve di necessità essere predisposto con un altro mezzo legislativo, come ad esempio una legge costituzionale.

Ora sarà il governo Letta ad emanare la riforma adeguandosi ai principi delineati della sentenza della Consulta.

Nessuna connessione internet