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Secondo una recente sentenza della Cassazione (n. 28730 del 4 luglio 2013) , commette il reato di vilipendio alla nazione chiunque offenda l'Italia in pubblico.

Nel caso concreto, un uomo aveva gridato la frase "Italia Paese di .....!" - il lettore lo può capire - davanti ad alcuni vigili che lo avevano fermato per fargli una multa.

In quell'occasione, l'uomo ha iniziato a scaldarsi; il dibattito con le forze dell'ordine è diventato sempre più accesso, fino all'esclamazione dell'infelice frase da parte dell'uomo.

La Corte di Cassazione ha stabilito che questo comportamento è vilipendio, cioè offesa, alla nazione, ed è previsto dal nostro codice penale come reato.

Ribadisce la Corte che tutti i cittadini hanno diritto di esprimere le proprie opinioni, ma le manifestazioni delle proprie idee devono essere fatte attraverso un linguaggio congruo e inoffensivo.

Secondo i giudici si commette il reato di vilipendio alla nazione anche senza esternare atteggiamenti violenti; basta offendere il nostro paese in pubblico, indipendentemente dalle ragioni che spingono a pronunciare l'infausta frase.

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