avorio
Era il 1989 quando entro' in vigore il bando contro il commercio di avorio.
La decisione fu presa, con estremo ritardo, poiche' nei dieci anni prima gli elefanti erano passati da 1.300.000 esemplari a 600.000 esemplari a causa della caccia sfrenata da parte di cacciatori senza scrupoli, nonostante il divieto assoluto tutt'oggi il commercio illegale d'avorio continua senza sosta e gli elefanti sono arrivati a circa 423mila esemplari e se si continua con questo scempio gli splendidi animali saranno estinti entro la fine del secolo.
Solo nel 2011 sono stati sequestrati 39mila Kg di avorio equivalenti a 6mila elefanti morti ammazzati, i cacciatori piu' spietati sono i gruppi di milizia africani, come l'esercito di resistenza del signore del Sudan e Nord Uganda, lo shabab in Somalia e i janjaweed del Darfur che si sono buttati nel commercio illegale di avorio i cui ricavi vengono utilizzati per acquistare armi e munizioni, in questa situazione le Forze dell'Ordine americane (seconda piazza al Mondo per il commercio di avorio) non riescono piu' a controllare il traffico e fermare i malviventi.
Da oggi pero' una nuova scoperta potrebbe infliggere un duro colpo a questo traffico che fino a ieri si era coperto dietro il fatto che l'avorio acquisito prima del 1989 e' "avorio legale" che puo essere introdotto nel commercio senza infrangere la legge ma ora mentire sull'eta' dell'avorio e' diventato impossibile perche' un team di ricercatori dell'University of Utah guidati dal geochimico Thure Cerling hanno presentato un progetto che riesce, con certezza, a determinare l'anno di morte dell'animale da cui proviene l'avorio e scoprire quindi se precede o meno l'inizio del bando.
Per mettere a punto il loro metodo, i ricercatori guidati da Cerling hanno dovuto per prima cosa procurarsi dei campioni di avorio su cui lavorare, impresa non facile seguendo vie legali, con l'aiuto dello zoo di Salt Lake City e di alcune agenzie governative keniote, sono riusciti però ad avere accesso alle zanne di due elefanti: Misha, abbattuto dai veterinari dello Hogle zoo dello Utha nel 2008, e Amina, morta per cause naturali nel Samburu National Preserve, in Kenya, nel 2006.
Utilizzando uno spettrometro di massa con acceleratore (strumento che permette di separare nei campioni gli isotopi rari da quelli più comuni) hanno quindi misurato i livelli di carbonio 14 alla base delle zanne.
Queste infatti crescono in modo simile al tronco di un albero, aggiungendo un nuovo anello ogni anno, e i ricercatori hanno quindi potuto misurare con precisione lo strato di avorio formatosi durante l'ultimo anno di vita degli animali.
Per determinare l'anno di morte inoltre, i ricercatori hanno sfruttato un “trucco”.
I test nucleari russi degli anni '50 e '60 hanno infatti aumentato notevolmente la quantità di carbonio 14 presente nell'atmosfera terrestre,
ma poiché questo isotopo radioattivo viene assorbito dagli alberi e dagli oceani, i livelli nell'aria stanno calando molto velocemente
(molto più di quanto farebbero a causa del normale decadimento radioattivo), il che permette ai ricercatori di collegare con estrema precisione la quantità di carbonio 14 presente nelle zanne con l'anno di morte dell'animale.
Verifiche effettuate su campioni provenienti da altri tipi di animali (denti di ippopotamo, corna di antilope e peli di scimmia), hanno dimostrato l'efficacia del metodo, che potrebbe ora essere utilizzato per combattere anche altri tipi di bracconaggio, come la caccia al rinoceronte africano, molto ricercato per via delle presunte proprietà medicinali del suo corno.
La tecnica presenta però un difetto: tra 10-15 anni anni al massimo i livelli di carbonio 14 presenti nell'atmosfera saranno tornati normali, e non sarà quindi più possibile datare i reperti con il nuovo metodo.
 

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