femminicidio violento

E' andata proprio così. Sembra incredibile, una storia che non vorremmo mai leggere né sentire. Come riporta il quotidiano "Il mattino", un ergastolo è stato annullato per un cavillo.

I FATTI.

Un pregiudicato di nazionalità italiana era stato condannato dal tribunale di Teramo all'ergastolo per aver ucciso in maniera violenta la sua compagna.

L'uomo costringeva la vittima a prostituirsi e a spacciare droga per portare a casa i soldi; non solo, la assoggettava continuamente a violenze di ogni tipo, sino ad arrivare al culmine: l'omicidio con vilipendio - cioè offesa - di cadavere.

L'uomo, infatti, dove aver strangolato la donna, l'aveva fatta a pezzi; aveva poi rinchiuso i pezzi del corpo in diverse buste di plastica, sotterrate da lui stesso a caso nel terreno.

Per fortuna, i resti della povera donna sono stati ritrovati grazie al fiuto di un cane che passava di lì per caso con il suo padrone.

Dopo alcune indagini, il killer è stato identificato, processato e arrestato. La pena dell'ergastolo aveva dato un po' di sollievo ai familiari della vittima.

Tutto bene, si dirà. Invece no, l'ergastolo è stato annullato per un cavillo: infatti, i due membri della giuria popolare non avevano partecipato ad alcune udienze del processo e erano stati sosituiti da un unico giudice supplente. 

Ergastolo annullato, tutto da rifare.

L'assassino rimarrà nel carcere di Chieti dove è detenuto, ma non per la pena, bensì perché era stato prima assoggettato ad un'ordinanza di custodia cautelare i cui termini non sono ancora scaduti.

Tutto dovrà essere rifatto a settembre davanti al tribunale di Teramo, quando ricomincerà il processo, e anche una nuova agonia per i familiari della vittima.

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