manifestazioni violente

Lo ha deciso di recente la Cassazione (30540 del 2013); chi, durante una manifestazione di piazza, commette atti violenti, non avrà nussun'attenuante.

Il caso preso in esame dalla Corte riguardava un manifestante che, il giorno 15 novembre 2011 a Roma, si era con altri brutalmente scontrato con le Forze dell'Ordine.

La Corte d'Appello aveva condannato l'uomo senza concedergli una delle attenuanti previste dal codice penale, e che si applica nel caso in cui una persona commetta un gesto violento in mezzo ad una folla.

L'articolo del codice penale che la difesa del manifestante voleva fosse applicato è il 62, quello che elenca le attenuanti generiche.

Al terzo comma, l'articolo dispone che comporta un'attenuante di pena "l'avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall'Autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza".

Secondo la Cassazione, per folla in tumulto deve intendersi "una riunione imponente e disordinata di individui che per concorso d'emozioni, reagiscono in modo violento".

Il codice prevede questa attenuante perché l'individuo che si trova in mezzo ad una folla tumultuosa può più facilmente perdere il controllo.

Ma, secondo la Cassazione, non era questo il caso del manifestante condannato.

Infatti, l'uomo era giunto alla manifestazione già in possesso di vari strumenti per provocare il tumulto, come picconi, mazze, sassi.

Quindi, secondo la Corte, l'intenzione di ledere e di scontrarsi con le Forze dell'Ordine era già presente nel'uomo prima che la manifestazione avesse inizio.

Non può trovare applicazione l'attenuante del codice, perché essa prevede che il reato sia commesso in un attimo di perdita di controllo del soggetto provocata dall'inquietudine della folla; in questo caso, invece, l'intenzione di ledere del manifestante era premeditata.

Insomma, l'attenuante in esame non si applica a tutti coloro che vano alle manifestazioni già dotati di oggetti da utilizzare come armi contro le forze dell'ordine.

Come dice infatti la sentenza, "il manifestante condannato ha posto in essere un vero e proprio attacco armato nei riguardi delle forze dell'ordine, mediante l'utilizzo di picconi, spranghe ,sassi e sanpietrini".

 

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