cosa è la giustizia

(Art 21 Costituzione: "Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero..."). Filosofi e intellettuali da secoli dibattono per avere una risposta a questa domanda, ma credo che una definitiva soluzione non ci sarà mai, perché il concetto di giustizia varia nel tempo e nello spazio.

Eppure, c'è sempre un qualcosa di assoluto, di non relativizzabile, seppellito negli abissi più profondi della coscienza umana.

Questo qualcosa è quello che ci fa indignare quando apprendiamo certe notizie.

Ci indignano, in primis, quando veniamo a conoscenza che una persona, aderente ad un gruppo criminale coinvolto in diversi omicidi, non arriva a scontare neanche vent'anni di carcere.

Non solo, per lei lo Stato mette a disposizione risorse finanziarie affinché consegua la laurea.

Non solo, a lei lo Stato concede dopo pochi anni di carcere il regime della semilibertà.

Non solo, a lei si concedono, in occasione del suo compleanno, due giorni di completa licenza, da trascorre in un locus amoenus sconosciuto.

Non solo, a lei si concede la possibilità di fare un lavoro nel fine settimana, non un lavoro di basso profilo, come pulire i servizi alle stazioni ferroviarie, ma un lavoro di guida turistica.

Non solo, la donna in questione ha anche fatto istanza di grazia al Presidente delle Repubblica, sostenuta nella richiesta da un sindaco.

Non solo, chiunque osa dire che tale persona dovrebbe scontare l'ergastolo, come accadrebbe in tutti gli altri Paesi, viene additato come cattivo, o come giustizialista.

Io mi sono sempre schierata contro la pena di morte, (si veda il mio articolo "La giornata internazionale contro la pena di morte") ma vorrei anche che le pene fossero proporzionate al delitto commesso, come dice la Costituzione.

La persona di cui sto parlando è Elisabetta Ballarin, una componente delle Bestie di Satana, il gruppo che ha messo in atto diversi omicidi seriali con modalità violente.

La signora in questione non ha ucciso durante un raptus, ma si è deliberatamente affiliata ad un'organizzazione criminosa, di cui sapeva valutare benissimo il disvalore sociale.

Pertanto, il fatto che avesse commesso quegli omicidi sotto l'effetto di droghe non dovrebbe rilevare, perché già prima aveva intenzionalmente deciso di far parte di un gruppo criminale.

A coloro che potrebbero rimproverare alla scrivente di essere cattiva o giustizialista io rispondo: "Ma voi avete a cuore la sofferenza dei familiari delle vittime? Sapete cosa provano? Sapete come piangono di notte quando sanno che i loro congiunti vengono uccisi due volte dal sistema?"

Non lo sapete? Non lo avete a cuore? Allora, chi è il cattivo?

Ecco le parole del sindaco di Brescia Paroli: "Quello che ha fatto non si cancella ma era un'adolescente, in una compagnia sbagliata. Anche se ciò non la giustifica, credo sia uno di quei casi in cui l'approccio di recupero funziona. Credo che a chi sbaglia così giovane vada data un'altra possibilità. Anche se le colpe restano".

Gentile Sindaco, non le chiedo di cambiare idea, ma di provare questo: provi per un minuto a chiudere gli occhi, a pensare di essere un parente di una delle vittime uccise dalle Bestie di Satana; provi a immaginare a quali torture sono state assoggettate le vittime. Tenga ancora gli occhi chiusi. Poi li riapra. E' ancora in grado di pronunciare le summenzionate parole? 

Io credo che sia difficile. 

Il dubbio è padrone dell'intelligenza; lo diceva Bertrand Russell. Caro Sindaco Paroli, provi ad avere un dubbio anche lei.

Nessuna connessione internet