disabilit corte costituzionale
La Corte Costituzionale ha di recente dichiarato (sentenza 18 luglio 2013, n 203) l'incostituzionalità dell'art dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2011,  nella parte in cui non concede ai parenti affini fino al terzo grado il diritto di richiedere il congedo parentale per assistere la persona con grave disabilità.

I Fatti.

Un nipote di una persona con disabilità aveva chiesto di poter ottenere il congedo per assistere lo zio materno, al quale era legato da un profondo legame affettivo.

Di fronte ad un diniego, il nipote ha deciso di adire il Tar della Calabria.

Il tribunale amministrativo calabrese ha rigettato l'istanza del giovane, perché la legge che disciplina la materia non può interpretarsi in maniera estensiva, permettendo al giudice di attribuire a persone dalla stessa non menzionate il diritto di congedo.

Tuttavia, il Tar ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale per far dichiarare l'incostituzionalità della norma, perché essa "non include nel novero delle persone legittimate a fruire del congedo...il parente o l'affine entro il terzo grado convivente", neanche nel caso in cui gli altri parenti,  menzionati nella norma stessa,  non possano "prendersi cura" del malato "in situazione di disabilità grave".

La Corte Costituzionale ha dato ragione al Tar, affermando che la norma, così come formulata, appare in contrasto con precisi parametri costituzionali, che hanno l'obiettivo di tutelare la persona malata e la famiglia.

La Corte ritiene che debbano poter usufruire del congedo parentale, per assistere le persone con grave disabilità, anche i parenti sino al terzo grado, qualora gli altri soggetti, e familiari più stretti, siano impossibilitati ad offrire assistenza alla persona bisognosa.

La Corte afferma che, se i familiari più stretti della persona con disabilità sono impossibilitati ad assisterla, "un parente o affine entro il terzo grado, convivente con il disabile, può sopperire alle esigenze di cura dell'assistito, sospendendo l'attività lavorativa per un tempo determinato, beneficiando di un'adeguata tranquillità sul piano economico".

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