Deutsch Bank

Il 20-10-11, la Deutsch Bank presentava al governo tedesco, al FMI o Fondo Mondiale Internazionale, alla BCE o Banca Centrale Europea e all'UE o Unione Europea, un resoconto dal titolo: “Guadagni, concorrenza e crescita”.

Attraverso quel documento, la stessa reclamava la privatizzazione dei sistemi “welfare” e dei beni pubblici di Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna.

Dopo aver individuato i Paesi da destabilizzare economicamente, diventava più agevole per il potere finanziario orientarne le relative crisi mediante l'opportuna modulazione del debito pubblico. La sola via di “salvezza” offerta per uscire da quelle indotte crisi, l'avrebbe prospettata la supina accettazione da parte degli stessi di politiche economiche drasticamente restrittive.
Appare così evidente come nel determinare e nel condizionare l'odierna crisi economica, un ruolo prioritario lo abbia svolto la Germania, il cui reale obiettivo era quello di surrogare i vertici istituzionali di allora con altri più confacenti con suoi interessi. Così la gente ha cominciato a familiarizzare con quella autentica operazione di strozzinaggio internazionale conosciuta come “spread”.
Quella che stiamo vivendo, viene generalmente enfatizzata come “era digitale”, quando essa è in effetti un' “era virtuale”: vale a dire un'era nella quale tutto diventa apparente, o per meglio dire “immateriale”. Anche se, per fortuna, il potere finanziario non è riuscito ancora a smaterializzare gli alimenti che quotidianamente giungono sempre più scarsi sulle nostre tavole!
In un così avvilente contesto di virtualità, le relative crisi economiche non possono che essere surrettiziamente prodotte dagli sciagurati signori del mondo finanziario. Il potere bancario, organizzatosi ormai in lobby, ha interesse alla perpetuazione dello “status quo”: perciò si premura di ostacolare sistematicamente ogni prospettiva di cambiamento.
La perversa natura di questa situazione, è stata efficacemente condensata da un banchiere belga, Bernard A. Lietaer, il quale così la riassume: i miliardi messi in circolazione seguono una dinamica circolare, come in una sorta di giro dell'oca, venendo creati dal nulla per poi tornare al punto di partenza. Solo che, durante questo tragitto, qualcuno si impoverisce e qualcun altro si arricchisce. Va da sé che ad arricchirsi non saranno mai le depredate popolazioni assoggettate a questo criminale giogo.
Il guaio di tale contesto, è che la gente non abbia ancora capito che occorra mandare al governo persone non dedite esclusivamente allo spostamento dei capitali finanziari da una banca all'altra o da un fondo all'altro con l'esclusivo obiettivo di incrementarli durante tali manovre. Qualcuno che non sia, come loro, un volgare robot finalizzato a razziare, ma qualcuno che manifesti ancora sembianze umane.

Nessuna connessione internet