crisi spread
Il rendimento dei nostri titoli di Stato sale al 4,71 per cento. Piazza Affari apre con un pesante calo (-2,4%), trascinata verso il basso soprattutto dai titoli bancari, con Monte dei Paschi che cede il 6 per cento. Crollano anche Mediaset e Mondadori.

Come volevasi dimostrare. L’incertezza politica si fa sentire sui mercati finanziari. Lo spread Btp-Bund schizza a quota 290 punti base in apertura, con il rendimento dei nostri titoli di Stato che sale al 4,71% dopo le dimissioni dei ministri Pdl che hanno di fatto aperto la crisi del governo Letta. Il differenziale è di 26 punti più alto rispetto ai 264 della chiusura di venerdì.

La Borsa di Milano parte in calo con il Ftse Mib che cede in apertura il 2,4% a 17.229 punti. A trascinare verso il basso l’indice di piazza Affari sono soprattutto i titoli bancari, affossati dal rialzo dello spread e dalle incertezze politiche: la peggiore è Monte dei Paschi, che cede il 6%, Unicredit il 4%, Intesa Sanpaolo perde il 5% a 1,49 euro dopo le dimissioni del consigliere delegato Enrico Tommaso Cucchiani. Sospese in asta di volatilità Mediobanca, Mediolanum, Ubi Banca e Ansaldo Sts.

Non fanno eccezione le aziende di casa Berlusconi, che aprono con il segno meno. Il titolo di Mediaset, tra i peggiori ribassi del Ftse Mib, cede il 4,39% a 3,004 euro, con quasi 800mila pezzi passati di mano. In rosso anche Mediolanum, -1,74% in asta di volatilità, e Mondadori -5,24% a 0,886 euro. In controtendenza rispetto al calo generale, il titolo di Telecom, che guadagna il 2,24% in attesa del consiglio di amministrazione di giovedì prossimo e del riassetto dei vertici, con le probabili dimissioni del presidente Franco Bernabè.

Anche le altre Borse europee aprono in calo, ma con flessioni decisamente più contenute. Parigi cede l’1,26% a 4.133 punti, mentre Francoforte perde l’1,15% a 8.561. In rosso anche le piazze di Amsterdam -0,86% e Londra a 6.440 punti (-1,11%).

La situazione italiana è guardata con preoccupazione anche all’estero. Il Wall Street Journal apre in prima pagina con un articolo dal titolo “L’Italia persegue la nuova coalizione senza un voto”. “Letta e Berlusconi perdono tempo mentre Roma brucia”, si legge all’interno del giornale, che stigmatizza il comportamento dei politici del nostro Paese. Il problema vero, secondo il quotidiano, è che “unici tra i Paesi dell’eurozona, gli italiani sono riluttanti ad accettare la responsabilità per la situazione difficile del loro Paese” e la classe politica “ha coerentemente presentato la crisi come qualcosa che è stata ‘creata’ da Bruxelles, da Francoforte, dagli speculatori”. Tutt’altro che roseo, secondo l’editoriale, il futuro per l’economia del vecchio continente. “La più grande minaccia alla sopravvivenza della zona euro“, sostiene il Wsj, “è sempre stata che l’incapacità dell’Italia di riformarsi potrebbe condurre ad uno scontro con la Germania sul limite in cui i debiti della periferia potrebbero essere mutualizzati attraverso un ampio intervento della banca centrale“. E conclude: “Il rischio è che gli eventi di questo fine settimana potrebbero aver avvicinato quello scontro che si teme da tempo”.

 

Tratto da

FQ

Nessuna connessione internet