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Anche questa ennesima ecotruffa si abbatterà sugli italiani in maniera asintomatica, grazie soprattutto alla vergognosa collusione consolidatasi ormai tra il mondo dell'informazione e il potere finanziario internazionale.

In conseguenza di tanta reiterata protervia, si assisterà all'ulteriore degrado della già preoccupante miseria sociale.

In seguito a questo scellerato provvedimento, eufemisticamente denominato “Redemption Fund”, il 70% del debito pubblico italiano, insieme con quello degli altri Paesi dell'Eurozona, confluirà in esso, ottemperando così all'ormai collaudato stratagemma finanziario che suggerisce di esprimere in lingua inglese i raggiri rifilati dai banchieri alla massa sonnecchiante.

Quest'ultimo provvedimento finanziario, non consegue pertanto a una estemporanea trovata, ma soddisfa una condizione prevista dal famigerato “Trattato di Maastricht”, la quale stabilisce che il debito pubblico dei singoli Stati aderenti non debba superare il 60% del Pil. Ne consegue che le eccedenze registrate in tal senso, dovranno necessariamente confluire in questo fondo. Non è marginale precisare che si tratti di movimenti concernenti non milioni, ma trilioni di euro, che diventeranno così proprietà del “Redemption Fund”.

Ma, in sostanza, di cosa si tratta? Non c'è nulla di nuovo. Abbiamo a che fare con il solito raggiro tedesco, quindi con un espediente messo a punto dal Consiglio Tedesco degli Esperti Economici. Si tratta, insomma, di una fregatura di gran lunga peggiore di quella del famigerato “spread”. 

Nonostante l'operazione comporti un così copioso afflusso di denaro al “Redemption Fund”, i singoli Stati non saranno sollevati dall'incombenza di dover onorare tutti i loro debiti. E non basta! Perché allora, tale fondo si comporterà in maniera ancor più perversa, nel senso che venderà i suoi titoli agli investitori al fine di incassare ulteriore denaro: denaro con il quale i singoli governi avrebbero potuto saldare i rispettivi debiti pubblici previamente afferiti a tale fondo. E, siccome si tratterà di titoli garantiti da tutti i Paesi dell'euro, essi appariranno appetibili agli occhi degli speculatori, con la conseguenza che i rispettivi tassi di interesse risulteranno ancora più bassi di quelli che i Paesi come l'Italia già pagano per potersi finanziare con i propri titoli di Stato.

Il documento della Commissione Europea contemplante tale trappola, impone l'accettazione di questa ulteriore manovra pena la somministrazione di severe sanzioni che spaziano dai drastici tagli alla spesa pubblica, alla contrazione dei salari, delle pensioni, dell'occupazione e di altro. Di fronte a eventuali inadempienze, la Commissione Europea si arroga la facoltà di “super potere di intervento nei programmi di spesa dei governi”, come se non bastassero quelli già attribuitisi grazie all'altro inganno conosciuto come “Fiscal Compact”.

E non basta! Dal momento che i soliti tedeschi abbiano preteso, al fine di garantirsi il ri-pagamento dei debiti dei singoli Stati, una ulteriore aliquota del già corrente micidiale prelievo fiscale, che sarà trattenuta quale contropartita alla imposizione di nuove tasse! Come strumento di garanzia di questo autentico strozzinaggio, i singoli Stati dovranno offrire in pegno le rispettive riserve in oro e in valuta straniera!

In conclusione, l'attuazione di questa misura repressiva segnerà l'ulteriore stretta della già pesante austerità e, in maniera ancor più grave, sancirà l'irreversibile alienazione della Sovranità Nazionale, poiché decreterà la perdita definitiva del controllo sulle rispettive riserve in oro e in valuta straniera!

Nel frattempo, gli euroallocchi seguiteranno a cullarsi nella fallace illusione di poter debellare l'evasione fiscale con la semplicistica eliminazione del denaro... contante!

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