Firenze - Si è celebrata da poco la nuova udienza del processo d'appello bis relativo all'omicidio di Meredith kercher, la studentessa inglese uccisa la notte del 1 novembre 2007 a Perugia.

L'accusa, il Procuratore Generale della Corte d'Assise d'Appello di Firenze Alessandro Crini, ha chiesto trent'anni per Amanda Knox e 26 anni per Raffaele Sollecito.

Il processo relativo all'uccisione della studentessa è stato sin'ora molto travagliato; infatti, in primo grado i due imputati furono condannati. Su Amanda Knox pesò anche l'accusa di diffamazione nei confronti del musicista Patrick Lumumba, il quale fu poi immediatamente scagionato. 

In secondo grado, entrambi gli imputati furono scagionati; poi la parola passò alla Corte di Cassazione, per la quale il processo era tutto da rifare. Attualmente si sta quindi svolgendo il processo bis in Corte d'Appello.

Per il Pg, l'arma del delitto è un coltello, sul quale sarebbero state trovate tracce di Dna di Amanda. Con quest'arma, Amanda avrebbe inferto alla vittima il colpo mortale.

 

Non solo, a detta del Pg, la colpevolezza di Sollecito si evincerebbe dalla presenza del suo Dna sul gancetto del reggiseno della vittima.

Sollecito avrebbe invece usato un altro coltello, sul quale sono state trovate tracce genetiche della vittima; tale arma è stata poi rinvenuta successivamente in casa di Sollecito e sequestrata.

Il coltello di Sollecito sarebbe un'arma di precisione, e, nella dinamica omicidiaria, sarebbe stato utilizzato per tagliare bruscamente il reggiseno della vittima.

Secondo l'accusa, il movente sarebbe stato di tipo sessuale; infatti, mentre Raffaele e Amanda bloccavano la vittima, Rudy Guede, che attualmente sta scontando la pena in carcere, "si stava soddisfacendo in quel modo barbaro" sulla povera ragazza.

Il movente ricomprenderebbe anche una sorta di rivalità fra Amanda e la giovane vittima, nata forse per contendersi il "primato" nella gestione della casa dove abitavano.

In aula non erano presenti gli imputati, anche se, dopo essere stati notiziati della richesta di condanna a loro carico, hanno espresso la loro amarezza affermando di essere innocenti.

La requisitoria del Procuratore Generale è durata più di undici ore.

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