artisti maledetti

All'inizio del Novecento viveva a Parigi Jonas Netter, un commerciante benestante alquanto timido e abbastanza riservato ma, ciò che più importa, appassionato d'arte.

Per intercessione di Léopold Zborowski conosce Amedeo Modigliani, un pittore sconosciuto compagno di altri amici e artisti squattrinati tra come Soutine, Utrillo, Valadon, Kisling e Hayden, di cui divenne mecenate.
Tra tutti, i suoi preferiti sono Modigliani e Utrillo con i quali instaura un rapporto di profonda amicizia che lo spinge non solo ad acquistare le loro opere, quelle che nessun'altro avrebbe comprato, ma spesso li assiste economicamente anche quando sorgono problemi che nulla hanno a che vedere con l'arte. Soprattutto l'artista livornese, avvezzo all'alcol già in tenera età dato che sua nonna usava mescolarlo al latte nel biberon per farlo addormentare, per tutta la vita dovrà affrontare grandi problemi relativi alla sua dipendenza. Netter, cercò anche di farlo curare a sue spese, ma, evidentemente, senza riuscirci.
Di lui non gli restò che una collezione di quelli che, sarebbero stati riconosciuti a livello mondiale grandi capolavori dell'arte contemporanea che oggi, dopo aver ottenuto un enorme successo di pubblico a Palazzo Reale a Milano, è possibile ammirare a Palazzo Cipolla a Roma dove, con Modigliani, fino al 6 aprile, ci sono anche gli altri artisti maledetti in una mostra egregiamente curata da Marc Restellini.

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