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colomba attaccata angelus
Per qualcuno è una legge naturale, per altri è stata una scena inquietante, in cui cercare un chiaro messaggio divino.

Stiamo parlando della fine, per nulla celestiale, toccata alle colombe della pace liberate domenica scorsa durante l'Angelus da Papa Francesco e subito attaccate prima da un corvo e poi da un gabbiano. Di sicuro il pontefice e i bambini che erano affacciati con lui alla finestra di San Pietro non avrebbero mai immaginato di consegnare le candide colombe alla voracità di due rapaci il cui pasto si è consumato crudelmente proprio nei cieli della santa sede.

A quanto pare, dunque, i corvi sono ancora il nemico del Papa per eccellenza ed è inevitabile notare il lato più simbolico della scena: gli uccelli della pace che sono divorati da quelli del male. Ma il problema, almeno da un punto di vista più laico risiede nel fatto che nella fauna della capitale, i cieli abbondano sempre più di rapaci di grandi dimensioni. Insomma, quello di domenica è stata la vittoria della legge della natura, che come quella umana, ha poco a che fare con la pace.

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