Palermo Parco della Favorita

Il Comune di Palermo ha intenzione, attraverso una serie di iniziative e di interventi sulla viabilità cittadina (chiusura delle strade alle automobili), di restituire ai cittadini palermitani la piena fruizione del Parco dell Favorita, il grande polmone verde, che insiste in una vasta area alle falde di Monte Pellegrino.

Voluto da Ferdinando IV, Re delle Due Sicilie, nel 1799 il Parco della Favorita vede la luce e comincia, con la sua incantevole bellezza, ad attrarre illustri visitatori da tutto il mondo. Nato come luogo di caccia e di diletto della corte Borbonica, oggi il Parco si è dovuto piegare alle esigenze della moderna urbanizzazione e della viabilità cittadina.

Certamente le intenzioni del Comune di Palermo sono condivisibili, ma è giusto sottolineare gli enormi disagi, che tale iniziativa porterà ai cittadini ed ai commercianti che vivono nella zona.

I quartieri che sono interessati direttamente o indirettamente, dalle ordinanze comunali che si susseguono sul tema della viabilità all'interno del Parco della Favorita sono: Partanna Mondello Valdesi, Pallavicino, Montepellegrino, Villaggio Ruffini e vediamo perché?

La seppur graduale chiusura delle arterie stradali che sorgono all'interno del Parco della Favorità, impedirà di fatto il naturale travaso di automobili nell'asse da e per Partanna Mondello Valdesi verso il Centro Città e viceversa. Il quartiere Pallavicino sarà intasato da una enorme massa di automobili, così come il Viale Strasburgo ed in estrema sintesi anche la Circonvallazione. Per non parlare di Viale Castelforte, strategica quando stretta via di collegamento dalla periferia verso il centro città.

Altro problema che ricade nella zona, riguarda le mura pericolanti di Viale del Fante, all'altezza del Teatro Verdura, che rischiano di precipitare addosso alle automobili e di fatto quindi obbligare alla chiusura il tratto di strada. In caso di ulteriori crolli, i tempi di riparazione delle mura sono imprevedibili essendo le stesse storiche e sotto l'egida della Sovrintendeza ai Beni Culturali. L'eventuale chiusura in emergenza di questa strada, in concomitanza con la ipotizzata e ventilata chiusura dei viali all'interno del Parco determinerebbe di fatto il blocco totale dell'intera zona.

Nell'era di Internet, che certamente agevola la diffusione delle informazioni ed il lavoro da casa, il Comune di Palermo non può dimenticare che il tessuto sociale e le economie di zona, si basano anche sugli spostamenti in auto e quindi deve affiancare al suo progetto di chiusura e pedonalizzazione dell'area, valide alternative che possano permettere ai cittadini di spostarsi, agevolmente. Queste iniziative in soldoni si devono tramutare in nuove aree di parcheggio, potenziamento dei collegamenti con mezzi pubblici comunali, creazione di nuove e scorrevoli strade alternative.

 

Antonino Schiera

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