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I magistrati accusano l'agenzia di non aver considerato il patrimonio artistico del paese.

Quale valore economico si potrebbe dare, ad esempio, al David di Michelangelo, alle opere di Dante, di Leopardi, al Colosseo? Ma soprattutto è giusto considerare, nella ricchezza dell'Italia, il patrimonio immenso, accumulato in secoli di storia? Secondo la Corte dei Conti sì, e per questo che è scattata la denuncia contro le agenzie di rating che nel 2011 declassarono l'Italia quasi ai minimi livelli e il risarcimento è salatissimo: 234 miliardi di euro.
A dare la notizia è il Financial Times, secondo cui nella denuncia rientrano anche Moody's e Fitch che da parte loro dichiarano: "Capiamo le preoccupazioni del tribunale, ma crediamo di avere operato sempre in maniera corretta e nel pieno rispetto della legge". E già si preannuncia uno scontro durissimo ma non è l'unico. L'anno scorso il Pm di Trani, Michele Ruggiero ha chiesto il rinvio a giudizio per alcuni dirigenti e funzionari di S&P e di Fitch per alterazione dei dati di mercato "attraverso artifici a carattere informativo fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari un'informazione distorta in merito all'affidabilità creditizia italiana e alle iniziative di rilancio economico adottate dal governo italiano, per disincentivare l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne così il valore".

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