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Il professore Thomas Hartung: "È solo questione di business, le aziende ne farebbero volentieri a meno".

Thomas Hartung non ha dubbi quando afferma che la maggior parte delle aziende farmaceutiche hanno tutto da guadagnare abbandonando la sperimentazione animale anche se non proprio per una questione etica, semmai di affari. Sì, perché fare esperimenti su animali comporta costi elevati e tempi troppo lunghi. "Ogni volta che le aziende possono passare ai metodi alternativi, semplicemente lo fanno" spiega Hartung, perché in qualche modo conviene e i metodi alternativi esistono ed "è doveroso utilizzarli".

Al contrario di quello che si pensi "la sperimentazione animale non dà risposte abbastanza rilevanti per l'applicazione sull'uomo. Nel mio campo, la tossicologia, gli esperimenti su topi e ratti danno ad esempio una capacità predittiva su se stessi del 6o%; sull'uomo, per gli effetti delle droghe, del 43%. Troppo poco per compiere valutazioni efficaci. Ma questo non è il solo aspetto. Ce ne sono altri due a cui le aziende farmaceutiche sono particolarmente sensibili: costi e tempi". Il motivo per il quale ancora non ci allontana definitivamente da questa pratica fortemente contestata sta nel fatto che le diverse legislazioni nazionali prevedono test obbligatori sugli animali per ricevere le autorizzazioni per essere commercializzate. Ma c'è anche un altro problema: "Anche a livello scientifico non vengono ancora valutati fino in fondo tutti gli aspetti delle alternative. Ad esempio non affrontiamo abbastanza i limiti degli esperimenti sugli animali. Spesso i ricercatori parlano dei risultati stupendi dei loro esperimenti, ma non degli ostacoli che incontrano. Già tra ratti e topi ci sono differenze, figuriamoci tra ratti e uomo, e per questo i risultati non sono così rilevanti. Quel che è certo è che non esiste un metodo perfetto. I metodi alternativi hanno debolezze e così quelli basati sulla sperimentazione animale. Dobbiamo immaginare una combinazione fra loro e arrivare ad utilizzare sempre meno animali. L'esempio è quello delle cellule staminali umane, con cui possiamo studiare davvero la fisiologia dell'uomo e non qualcosa che può essere simile. Il processo dipende evidentemente dalle leggi, ma riguarda anche la scienza che sempre di più deve arrivare a capire i limiti dei metodi vecchi che ha fino a qui utilizzato."
È solo questione di tempo, dunque, e soprattutto di denaro, come sempre accade, perché: "In questo campo non esiste il concetto di bianco o nero. Bisogna aprirsi e valutare. L'importante è trovare una strada in questa nebbia".

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