È il magazine "GreenMe" a dare l'allarme e il quotidiano australiano "The Sidney Morning" ha aperto un'inchiesta. Sotto accusa la "mica" un ingrediente che rende luminosi rossetti, e fondotinta e a molti dei prodotti per il trucco comunemente in vendita.

Alla stregua delle grandi marche dell'abbigliamento, anche la cosmetica sfrutta il lavoro minorile per rendere più ammalianti i loro prodotti. Lo rivela la rivista on line "GreenMe che parla della mica come dell'oro delle case cosmetiche perché rende ombretti, e altri tipi di trucchi (finanche i dentifrici), più brillanti. La maggior parte dell'estrazione di questo minerale avviene in India per mano di bambini che, per conto di grandi multinazionali, rischiano di perdere la vita per una paga miserabile(5 centesimi di euro per ogni chilo di mica estratto). Uno sfruttamento in pieno regola visto che bambini dell'età di 12 anni, o anche inferiore, lavorerebbero per intere giornate invece di andare a scuola. Secondo un'indagine del "The Sidney Morning Herlad", i piccoli subiscono tagli, ferite e abrasioni della pelle, oltre che avere la buona probabilità di ammalarsi alle vie respiratorie di bronchite, silicosi o asma.
La presenza di mica nei cosmetici o nei dentifrici è indicata anche dal codice "CI 77019" o con il termine "glimmer" e marche come Clinique, Bobbi Brown e Estee Lauder, hanno dichiarato al "The Sidney Morning Herlad" di utilizzarne almeno un 10% nei loro prodotti ma non credono che la loro provenienza sia indiana. Altri colossi dell'industria cosmetica, come L'Oreal, Lancome, Redken e Maybelline, The Body Shop e Yves Saint Laurent, invece, si sono rifiutate di rispondere riguardo questo tema.

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