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wi fi

"Le onde wi-fi? Potrebbero in linea teorica provocare danni equiparabili a quelli dell'amianto".

A dirlo è Francesco Monico, esperto di nuove tecnologie e fondatore della facoltà di nuove tecnologie e arte alla Nuova Accademia di Belle Arti. "Lavoro da sempre sul rapporto uomo-tecnica, perciò mi chiedo: se non c'è certezza dell'assenza di pericolo, per quale ragione dovremmo rischiare e adoperare il wi-fi in casa?". In effetti, ancora non esistono studi scientifici che abbiano controllato l'esposizione, in questi anni, di migliaia di persone alle onde elettromagnetiche del wi-fi , "perciò, nel dubbio, meglio cablare ancora gli edifici. Il wi-fi è una tecnologia diffusasi troppo di recente, e come avvenuto col piombo, l'amianto e le sigarette, non abbiamo dati sull'impatto nel lungo periodo", dice Monico che continua: "Già nel maggio del 2011 il Consiglio d'Europa lanciò un avvertimento sui danni derivanti dall'uso di modem e cellulari. Fu lo stesso organismo europeo a paragonare il wi-fi all'amianto, invitando gli Stati a prevenire i costi in termini di salute da sostenere nel futuro", spiega l'esperto. "Nello stesso mese anche l'Inail uscì con un comunicato in cui affermava che il wi-fi fosse da evitare nelle scuole, per i rischi potenziali ai danni dei bambini. Ma anche secondo l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) i router sarebbero potenzialmente pericolosi come i radar. Senza dimenticare l'International Commission for Electromagnetic Safety (ICEMS), per la quale i campi elettromagnetici indurrebbero apoptosi cellulari e un processo di mitosi spinto, con rigenerazione forzata delle cellule cerebrali. Infine la stessa American Academy of Environmental Medicine (AAEM) sempre nel 2012 confermò come il wi-fi causasse disabilità nell'apprendimento, risposte aberranti del sistema immunitario e mal di testa". Giacché non c'è, un quadro chiaro della situazione, sarebbe meglio non correre rischi.

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