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Il Dipartimento della P.S., per vari motivi di ristrettezza economica, si accinge a dar vita ad un progetto di tagli e chiusure di interi Uffici o strutture dalla Polizia di Stato, che avrà effetti decisamente negativi anche a Taranto.

Quello che seguirà è uno stralcio di una nota di Rosario Lima, segretario generale provinciale della Cgil Silp di Taranto, organizzazione sindacale dei lavoratori di Polizia.

«Dopo anni di continui assottigliamenti delle  assunzioni di personale, anche di quel minimo necessario per l’indispensabile turn over,  nonché dei budget relativi ai capitoli di spesa inerenti emolumenti quali reperibilità, missioni e lavoro straordinario, che assumono importanza enorme, se non addirittura vitale, anche e soprattutto alla luce delle mancate assunzioni e dell’inevitabile decrescita dell’organico che ne è conseguita, rappresenta il classico colpo di grazia per una situazione, quella relativa alla sicurezza sul territorio ionico, che già era a livelli che di gran lunga sconfinavano nella criticità».

«Basti pensare che, ad oggi, l’organico della sola Polizia di Stato, a Taranto, conta circa cento Operatori in meno rispetto a qualche anno addietro ed anche sul versante del parco auto ed attrezzature varie, purtroppo non va affatto meglio. In particolare ci riferiamo alla paventata chiusura della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Taranto, nonché della Squadra Nautica. Non sappiamo se i vertici locali della Polizia di Stato siano stati interpellati in merito a questa grave problematica, tanto meno possiamo sapere quali siano i pareri che eventualmente hanno fornito».

«Tuttavia, dal canto nostro, siamo certi che la eventuale concretizzazione del progetto di chiusura sia un evento dai risvolti infausti che occorre assolutamente scongiurare. Riteniamo infatti che solo un punto di vista esclusivamente ragionieristico e slegato dalla realtà possa non tener conto del fatto che viviamo nell’epoca attuale, quella del web, sul quale non solo quotidianamente, ma spesso addirittura da un minuto all’altro, si consumano in gran quantità i reati più svariati, dalla truffa a tipologie più odiose, quali porno pedofilia ed altro. Pertanto ci appare davvero miope, dal punto di vista della sicurezza sociale, l’idea di chiudere un presidio di così grande importanza ed attualità, che a nostro avviso andrebbe, invece, addirittura potenziato».

«A quanto esposto si aggiunga il fatto che con la situazione attuale, le spese inerenti ad auto, uffici ed attrezzature delle Sezioni Polizia Postale sono a carico delle Poste Italiane, mentre in caso di chiusura andrebbero a gravare totalmente sui già sofferenti capitoli di spesa della Polizia di Stato. Occorre inoltre tener presente che anche il recupero di personale sarebbe di entità esigua, visto il precedente depauperamento che ne aveva ridotto l’organico ai minimi storici. Menzione a parte merita la Squadra Nautica. Anche su questo tema riteniamo che non occorra ricordare a nessuno che viviamo in un territorio che per ragioni storiche e sociali ha un sodalizio indissolubile col mare. Sia per il fatto che Taranto è fra le realtà portuali più importanti d'Italia, se non la prima, certamente fra le prime, sia per le note ragioni commerciali e professionali legate alle attività di pesca e mitilicoltura, che ovviamente necessitano dei relativi controlli di natura preventiva ed eventualmente anche repressiva di fenomeni quale la pesca di frodo e/o eventuali irregolarità nelle operazioni relative alla coltura dei mitili, che anche per le ragioni legate al fatto che le nostre bellissime spiagge richiamano un gran numero di bagnanti ai quali va garantito un adeguato  livello di sicurezza, anche in mare».

«Pertanto, anche in questo caso, non riusciamo davvero a comprendere come i massimi responsabili provinciali dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica possano, senza eccepire alcunché,  accettare di rinunciare a quella che riteniamo essere una prerogativa naturale della Polizia di Stato: garantire l’Ordine e la Sicurezza ai cittadini, mediante opportune iniziative di controllo del territorio e delle sue pertinenze, quali ad esempio, web e mare, a fini di prevenzione ed eventuale repressione dei reati. Per quanto sopra esposto chiediamo quindi alle Autorità competenti di recedere dal progetto in atto, qualora fossero state favorevoli, o di adoperarsi affinché non giunga a compimento, qualora fossero state contrarie.  In ogni caso, fin da ora chiediamo inoltre quale sarà il destino dei colleghi interessati da quanto sopra trattato, ove gli esiti non fossero quelli da noi auspicati».

Conclude Lima, «Riteniamo, infatti, che non sia accettabile vedere questi colleghi trattati come pedine inanimate magari dopo anni o decenni di incessante impegno nella Specialità di appartenenza. Per cui, in caso di chiusura vorremmo che potessero avere la possibilità di esprimere delle preferenze circa la loro eventuale futura collocazione».