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Sta volgendo veramente al termine l'avventura umana sulla Terra? A quanto pare, si.

Sembra infatti che, entro i prossimi 20 anni, la presenza dell'uomo sul pianeta sarà cancellata dal drammatico incedere del degrado ambientale, culturale e sociale da esso stesso indotto.

I vertici della NASA e molti capi di Stato, sono al corrente di questa imminente catastrofe. Essi sanno che presto dovranno rinunciare al possesso di tutto quel che si sono illusi di aver conquistato. Questo si evince dalle conclusioni di uno studio promosso dalla NASA. La ricerca in questione, affidata dall' Ente Spaziale Americano al “Goddard Space Flight Center”, stima che ci separino ormai appena pochi anni dal collasso dell'odierno assetto sociale. Tale ricerca è stata coordinata dalla matematica Safa Motesharrei, del “National Socio Environmental Synthesis Center”, in collaborazione con un gruppo di esperti di scienze sociali.

Procedendo all'analisi dei 5 fattori di rischio relativi all'equilibrio del consesso umano (popolazione, clima, acqua, agricoltura ed energia), lo studio sottolinea che l'improvviso cedimento delle strutture sociali avverrà nel momento della convergenza di tali parametri. A conseguirne, sarà uno scenario a dir poco terrificante!

E' interessante rilevare come tutti i cedimenti sociali verificatisi negli ultimi 5.000 anni, siano riconducibili alla “insufficiente capacità di sostenibilità ecologica” e alla “stratificazione economica della società tra i più ricchi e i più poveri”, le quali hanno condizionato l'accumulo di un surplus di scorte e di risparmi da parte di pochi, con il conseguente depauperamento delle risorse disponibili. Una simile contingenza non può non esitare nel collasso sociale.

Una ulteriore conferma dell'ormai imminente smantellamento ambientale, viene dal fatto che quest'anno si sia registrato un picco senza precedenti delle morie animali. I dati emersi da una apposita indagine, sono più che allarmanti: infatti, uno studio avviato nel 2.011 dagli scienziati del “NOAA (National and Oceanic Atmospheric Administration)” e del “Fish and Wildlife Service”, incentrato sulla ricognizione effettuata sui resti di centinaia di animali deceduti in diverse aree del globo, ha evidenziato che tale fenomeno si riconduca alla comparsa di malattie di difficile inquadramento nosologico manifestantisi a carico di diversi organi e apparati. Secondo gli scienziati coinvolti in questo studio, tali disturbi configurerebbero il quadro di una sconosciuta sindrome rilevata a carico di animali di ogni specie e di ogni latitudine. La drammaticità della situazione viene denunciata anche da “End Times Prophecy”, che si incarica di seguire le quotidiane morie di animali.

L'insieme di questi dati dimostra come ormai non esista più neppure un angolo del pianeta che non manifesti i segni dell'alterato equilibrio ecologico riconducibile principalmente alla follia umana, la quale risulta essere pesantemente condizionata dalle scelleratezze dei cosiddetti economisti, i quali sono poi, in definitiva, attraverso le loro perverse teorie, i veri artefici del disastro planetario. Dal che si evince che se effettivamente la Terra fosse, come suo malgrado manifesta di essere, “Gaia”, così ebbe a definirla J.Lovelock, cioè se essa fosse veramente un unico organismo vivente, allora vorrebbe dire che stia patendo l'agonia procuratale da quella incurabile formazione cancerosa denominata “uomo”. Confermando così la fondatezza della conclusione alla quale era giunto Einstein, affermando:”Io temo che l'uomo perda la sua umanità mentre il progresso andrà affermandosi in modo colossale. Io temo la follia dell'uomo”.

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