L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Marco Zanni, ha presentato al Parlamento Europeo una mozione di sfiducia nei confronti di Jean Claude Juncker, attuale Presidente della Commissione Europea, in merito al comportamento da lui assunto quando, ancora Presidente del Lussemburgo, avrebbe concesso accordi fiscali a oltre 3.000 fra multinazionali e banche, trasformando il suo Paese in un autentico “paradiso fiscale” per il mondo della finanza che così versava appena l’1% delle imposte dovute. Sembra che tale situazione fosse nota da tempo e che solo recentemente sarebbero emersi i nomi delle multinazionali coinvolte.

Come si prevedeva, Juncker ha negato ogni addebito. Ma, soprattutto, sono intervenuti in sua difesa gli eurosocialisti e i popolari del PPE. Ai primi appartengono gli eurodeputati del PD, il cui capogruppo Pittella si è apertamente schierato in difesa di Juncker. Potendo contare su una così nutrita schiera di difensori, il Presidente della Commissione Europea è riuscito a varcare l’altrimenti insuperabile scoglio delle dimissioni dalla sua attuale carica politica. In cambio, ha promesso il varo di un piano di investimenti di 300 miliardi di euro.

Di fronte a una così disarmante evidenza, non sussistono davvero più dubbi sul fatto che gli europarlamentari del PD, perorando apertamente la situazione di Juncker, abbiano riaffermato la loro ormai supina sudditanza al potere finanziario. Perciò, più che un partito di sinistra, il PD rappresenta a tutti gli effetti gli interessi di una sinistra sempre più…asinistra. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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