Milano, 31 marzo - Il Pm Marcello Musso, che sta indagando sull'assalto con l'acido commesso ai danni di Pietro Barbini, si è recato questa mattina a Viboldone, nel milanese.

Il 29 dicembre 2014 Martina Levato, una studentessa Bocconiana di 23 anni, Alexander Boettcher e Andrea Magnani avrebbero gravemente ferito Pietro Barbini, un giovane che studia economia a Boston, buttandogli addosso dell'acido solforico.

Martina Levato Alexander Boettcher 1Subito dopo Boettcher avrebbe anche colpito la vittima con un martello.  

Andrea Magnani, uno degli imputati, ha reso davanti agli inquirenti una testimonianza decisiva, secondo la quale, dopo aver commesso il delitto in concorso con Alexander Boettcher, lui e Martina Levato si sarebbero recati a Viboldone per bruciare le prove del reato e sotterrarle.

Questa mattina a Viboldone sono stati ritrovati in una fossa i resti delle prove bruciate; questi reperti sono importantissimi per risolvere il caso e sono costituiti da alcuni frammenti di contenitori di plastica, che probabilmente contenevano l'acido, e pezzi di vestisti indossati dagli imputati durante il delitto.

Le prove sono state consegnate alla scientifica per gli accertamenti. Il ritrovamento di questi reperti conferma l'attendibilità della testimonianza di Magnani, che ha anche affermato di essere stato coinvolto nel delitto a causa della sua fragilità psicologica.

Non è stato ritrovato, invece, il martello con il quale Boettcher avrebbe colpito il Barbini dopo l'assalto con l'acido.