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La difesa di Adam Kabobo, l'uomo che l'11 maggio 2013 uccise a Milano tre persone colpendole a picconate, ha adito la Corte di Cassazione per chiedere la riduzione di pena del suo assistito. 

kaboboPer i tre omicidi Kabobo è stato condannato a vent'anni; la Corte d'Assise d'Appello di Milano gli ha riconosciuto solo un parziale vizio di mente, e non invece l'infermità totale, come richiesto dalla difesa.

Sempre l'11 maggio 2013, Kabobo picconò altre tre persone, ma non riuscì a cagionarne la morte; per questi tentati omicidi è stato condannato a 8 anni di carcere. 

Il riconoscimento della seminfermità mentale ha comportato per Kabobo anche la condanna a scontare, a pena espiata, tre anni di casa di cura e custodia.

Oggi gli avvocati di Kabobo hanno depositato il ricorso per discutere il caso in Cassazione, con il fine di ottenere il riconoscimento del vizio totale di mente e, di conseguenza, una riduzione della pena.

La difesa chiede, inoltre, che siano concesse al proprio assistito anche le attenuanti generiche. 

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